Crisi dell’olivicoltura, Coldiretti, CIA e Confagricoltura: «Servono risposte immediate e risorse certe»
Le organizzazioni agricole di Capitanata chiedono di accelerare su ColtivaItalia, attivare il fondo di crisi e intervenire su credito, costi energetici e concorrenza internazionale.

FOGGIA – Il comparto olivicolo è sotto pressione tra aumento dei costi di produzione, difficoltà di mercato e concorrenza internazionale. Per Coldiretti, CIA e Confagricoltura di Capitanata è necessario passare rapidamente dagli annunci agli interventi concreti, per salvaguardare il reddito degli olivicoltori e garantire la continuità delle imprese.
Le tre organizzazioni chiedono a Regione, Governo, Ministero dell’Agricoltura e istituzioni europee misure urgenti e coordinate a sostegno di una filiera strategica per l’economia, l’occupazione e il patrimonio produttivo del territorio.
Tra le priorità c’è l’accelerazione delle misure previste da ColtivaItalia, con risorse accessibili alle aziende attraverso procedure semplici e tempi rapidi. Positivo anche lo stanziamento di 30 milioni di euro da parte della Regione Puglia, di cui 10 milioni destinati a ridurre i costi del carburante agricolo. Per le organizzazioni, tuttavia, gli aiuti devono arrivare concretamente alle imprese, senza essere rallentati dalla burocrazia.
Altro nodo centrale è la reciprocità negli scambi commerciali con i Paesi terzi. Coldiretti, CIA e Confagricoltura chiedono che i prodotti importati rispettino requisiti equivalenti a quelli imposti ai produttori europei, soprattutto in materia di fitofarmaci, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e standard produttivi. Servono controlli efficaci, tracciabilità e condizioni di concorrenza leale.
Le organizzazioni sollecitano inoltre l’attivazione del fondo di crisi per le filiere più colpite, il rafforzamento delle garanzie pubbliche e l’accesso a finanziamenti agevolati per assicurare liquidità alle aziende. Altrettanto urgente è ridurre il peso dei costi energetici, incentivando l’efficienza e l’autoproduzione da fonti rinnovabili.
«La crisi del comparto olivicolo richiede risposte immediate, risorse adeguate e una strategia chiara. Le imprese agricole non possono continuare a sostenere da sole il peso dell’aumento dei costi e delle distorsioni della concorrenza internazionale», sottolineano le tre organizzazioni, chiedendo alle istituzioni di definire tempi, risorse e modalità di attuazione degli interventi.
L’obiettivo è tutelare il lavoro degli agricoltori, la competitività del Made in Italy e il futuro di una filiera fondamentale per la Capitanata. «Servono scelte tempestive e un impegno istituzionale concreto: il futuro delle imprese agricole non può essere lasciato nell’incertezza».

