Cronaca

Ciao Francesco, che la terra ti sia lieve

Foggia – Abbiamo perso un ragazzo in gamba, un amico, un fratello, un compagno di serate divertenti, un giovane uomo dall’animo grande, dalle mille idee e dal sorriso sempre pronto per tutti. Francesco Ginese era uno di noi, un tifoso sfegatato della squadra della sua città, un ragazzo sempre pronto a dare una mano e ad aiutare il prossimo. Abbiamo perso un ragazzo di 26 anni con tanti sogni e in questo caso l’unica cosa che possiamo fare è rimanere in silenzio.

E’ surreale scrivere queste parole, la vita è davvero un attimo, è così fragile. Non ci sono parole per esprimere il dolore, non ci sono modi per riavvolgere la pellicola e tornare indietro a quella maledetta sera di venerdì. Non possiamo far nulla se non ricordare, in silenzio. Purtroppo silenzio e rispetto in questo strano mondo dei social sembrano essere vere utopie. Si preferisce giudicare, sputare veleno su un ragazzo mai conosciuto, scrivere offese, digitare parole a caso pur di dar aria alle dita e a pensieri che farebbero meglio a rimenere rinchiusi in quel microcosmo di ignoranza, perbenismo, arroganza e sì, cattiveria.

Leggiamo di giornalisti che dipingono Francesco Ginese come un tossico, come un ragazzo che per non pagare un presunto biglietto abbia preferito scavalcare una cancellata, leggiamo (purtroppo) commenti del tipo: “Se l’è cercata”, “Ecco cosa significa volersi sballare a tutti i costi”, e altre frasi che fa male leggere e riportare perchè arrivano come pugni allo stomaco.

Leggiamo di tutto e ce ne vergogniamo. Gente che giudica con pochezza un ragazzo di 26 anni con una voglia di fare e di realizzarsi impressa negli occhi, gente che si permette di etichettare una persona leggendo qualche riga qua e là su Facebook, ragazzi che si ergono a saccenti e a professori della vita giudicando un loro coetaneo. Rispetto, silenzio, parole sempre più oscure in questo mondo dei social.

Scusa Francesco. Ti chiediamo scusa a nome di tutti quelli che si nascondono dietro delle tastiere per ferire chi sta soffrendo. Queste persone non sanno del tuo costate impegno per la nostra città, come rappresentante degli studenti e contro la mafia, poi come rappresentate degli studenti per Link a Bologna e come, passo dopo passo, ora stavi inziando a realizzarti a livello lavorativo a Roma.

Domani questa gente che sta tappezzando Facebook con commenti ignobili ti avrà dimenticato, non ricorderà più il tuo nome, il tuo sorriso, forse non avrà neppure mai sentito la tua voce, noi no. I ragazzi del Liceo Scientifico Alessandro Volta non ti dimenticheranno mai Giné, i tuoi amici non ti dimenticheranno mai, Foggia non ti dimenticherà mai.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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