
CERIGNOLA – Doppio appuntamento con il teatro il prossimo fine settimana Cerignola. Prosegue la stagione 2024/2025 con Contrattempi moderni di Raffaello Tullio frontman della mitica Rimbamband, che andrà in scena sabato prossimo, 26 aprile, al Roma Teatro Cinema, in corso Roma, 49 a Cerignola, con ingresso alle 20,30 e sipario alle 21.
Contrattempi moderni, di Raffaello Tullio, per la regia di Alberto Di Risio, vede il protagonista in una casa piena di telecomandi ed elettrodomestici, paradiso della domotica. Una fidanzata premurosa e con una fissazione per le canzoni di Al Bano. I cordiali suoceri che arrivano per pranzo e un adorabile pappagallo che non riesce proprio a tenere il becco chiuso. Cosa potrebbe andar mai storto al protagonista di “Contrattempi moderni”? Praticamente tutto. In un rocambolesco one man show di teatro fisico e visuale, il nostro eroe tecnologico si barcamena con mille vicissitudini che renderanno la preparazione del pranzo un’esilarante, tragicomica, odissea personale. Tra aspirapolveri danzanti, specchi magici, coreografie di tap e body percussion, oggetti domestici suonanti, tecnologia impicciona, messaggi vocali compulsivi e lancette implacabili che galoppano verso l’ora X, il protagonista riuscirà a servire un pranzo memorabile”? Agli spettatori la risposta.
Sarà l’attore partenopeo Maurizio Casagrande a chiudere, domenica 27 aprile alle ore 19.30, la rassegna teatrale del Roma Teatro di Cerignola con lo spettacolo “Il viaggio del papà”. La commedia, scritta a quattro mani dallo stesso Casagrande e Francesco Velonà, vede in scena anche Ania Cecilia, Michele Capone, Giovanni Iovino e la performer Arianna Pucci, con musica dal vivo e una messinscena coinvolgente e originale.
È una commedia brillante, profonda e attuale, che racconta la storia di un padre e di un figlio divisi da una distanza generazionale, caratteriale e culturale. L’uno pragmatico e cinico, l’altro sognatore e idealista: due mondi che sembrano inconciliabili. Un viaggio inaspettato e un naufragio su un’isola misteriosa interamente fatta di plastica, li costringeranno a collaborare, a riscoprirsi e ad aprirsi l’uno all’altro. L’isola si trasforma così in una metafora della nostra società, dominata dai rifiuti e dall’indifferenza, ma anche
piena di possibilità di cambiamento. Al centro, il rapporto tra padri e figli, ma anche il rapporto tra uomo e ambiente, tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare. Il progetto scenico è firmato da Max Comune, i costumi da Mariarosaria Riccio e il disegno
luci da Saverio Toppi.


