Scoperta a Cerignola autorimessa del riciclaggio: arrestate tre persone

Arrestati per riciclaggio due italiani con precedenti e un bulgaro

A cura di Foggiare
19 settembre 2019 10:03
Scoperta a Cerignola autorimessa del riciclaggio: arrestate tre persone -
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In data 13.09.2019, a Cerignola, Agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile, del Commissariato di PS di Cerignola e del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Meridionale”, nell’ambito di mirati controlli volti al contrasto dei reati contro in patrimonio e, in specie, i furti di autovetture, hanno tratto in arresto per il reato di riciclaggio due soggetti italiani, classi 61 e 89 con precedenti specifici ed un soggetto bulgaro, classe 78, incensurato.

Più in
particolare, gli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di PS
di Cerignola avvalendosi del sistema Mercurio, in dotazione agli operatori di
controllo del territorio del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Meridionale”-
che, come noto, offre una risposta in tempo reale alle interrogazioni in banca
dati-  notavano un noto pregiudicato per
reati contro il patrimonio a bordo di una Fiat 500 L che, dai sistemi citati,
risultava denunciata per sottrazione a Troia ad inizio mese.

L’esperienza
investigativa portava subito gli operanti a sospettare che il soggetto a bordo
dell’auto rubata stesse cercando di “piazzarla” sul mercato illecito.

Tale intuizione
si rilevava più che fondata in quanto, dal successivo servizio di osservazione
e pedinamento, si appurava che la 500 L faceva ingresso in autorimessa sulla
Via Ofantina di Cerignola, seguita, a breve distanza, da un Volkswagen Polo
guidata da una donna.

Valutata
l’opportunità di effettuare un controllo nell’autorimessa e predisposto il
dispositivo di rinforzo in funzione di chiusura delle vie di fuga, gli
operatori facevano ingresso nell’area.

La scena che
nell’immediato si presentava alla vista degli investigatori confermava tutti i
sospetti: tutti i presenti, infatti, alla voce “polizia”, si davano celermente
alla fuga, tra cui, in particolare, i due operai che erano già intenti
nell’operazione di “taglio” della Fiat 500 L, ma venivano tutti prontamente
bloccati.

L’attività di
ispezione dell’autovettura, nonché la perquisizione dell’intera area davano
contezza di una vera e propria centrale di riciclaggio.

Da un lato,
l’autovettura si presentava già con il pannello e la targa posteriori rimossi –
atti tipicamente prodromici all’intento di occultamento della provenienza
illecita del bene; dall’altro lato, disseminati per l’intera area venivano
rinvenuti 12 pezzi tra centraline, cambi e propulsori, alcuni con la matricola
dolosamente abrasa.

Alla luce del
quadro probatorio emerso il pregiudicato che aveva portato la 500 L
all’autorimessa ed i due operai che erano stati colti nella flagranza degli
atti volti a “ripulire” il provento di furto venivano tratti in arresto per il
reato di riciclaggio.

Tutti i pezzi
“scottanti” , invece, venivano attribuiti al titolare dell’autorimessa che
veniva deferito all’Autorità giudiziaria in stato di libertà per i reati di
ricettazione e riciclaggio.

Un’altra
segnalazione all’Autorità Giudiziaria veniva fatta per la donna, poi rivelatasi
la compagna del pregiudicato a bordo della 500 L, che aveva seguito l’auto
rubata per poi offrire un mezzo “pulito” con cui lasciare il deposito insieme
al compagno.

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