Proprietà nutrizionali e benefici dei “cardoncelli” foggiani

Pasqua si avvicina e si inizia a parlare di cardoncelli

Foggia Reporter

I cardoncelli sono le piante raccolte ancora piccole e tenere dei cardi selvatici piante molto spinose che crescono abbondantemente in primavera e che vengono vendute al mercato o agli angoli delle strade, da non confondere con gli omonomi “funghi cardoncelli” delle Murge.

Sono tradizionalmente utilizzati nella cucina foggiana solo ed esclusivamente durante il periodo Pasquale, momento in cui i più rigidi osservatori della tradizione locale lo consumano preparato come spezzatino, in cui le erbe, ma soprattutto le uova e l’agnello (i tre ingredienti principali del piatto), simboleggiano la Pasqua.

Nutrienti del cardo selvatico

I nostri antenati, per lo più pastori, esperti “mangiafoglie”, ci avevano visto lungo, vi spiego perché. Dal punto di vista nutrizionale, il cardo selvatico è costituito per la maggior parte da acqua (circa 94 grammi su 100), mentre fra i macronutrienti, i più abbondanti sono i carboidrati (1,7 g), seguiti dalle proteine (0,6 g) e dai lipidi (0,1 g). Il contenuto di fibra è buono, pari a circa 1,5 gr. Molto ricco di minerali (potassio, sodio, calcio, in primis, ma anche ferro e fosforo), il cardo presenta anche un prezioso contenuto di vitamine del gruppo B e vitamina C.

L’apporto calorico è molto basso, dal momento che 100g di parte commestibile, apportano 17kcal circa. Uno dei benefici per cui i cardi sono più noti è il supporto e la protezione che offrono al fegato. Questo, grazie alla presenza della silimarina, in grado di favorire la funzionalità epatica e la depurazione di questo organo, specie in caso di intossicazioni causate per esempio dall’uso prolungato di alcolici, dal consumo di alimenti pericolosi o pesanti da digerire, quali ad esempio i funghi, o in caso di alcune patologie come l’epatite.

Il cardo ha inoltre importanti proprietà antiossidanti, merito della vitamina C, ed è in grado di limitare l’attività dei radicali liberi prevenendo l’invecchiamento cellulare e dei tessuti.
Vanno ricordate le proprietà galattogene (ovvero di stimolazione della produzione di latte materno), decongestionanti (quindi di aiuto in caso di stress, depressione e affaticamento), e astringenti, poiché i cardi portano beneficio in caso di caso di emorroidi e ferite.

Non va dimenticato, infine, che il cardo mariano è noto per le sue proprietà terapeutiche nei confronti dell’ipercolesterolemia.

In quali casi è sconsigliato?

Il cardo è un ortaggio in genere ben tollerato che difficilmente provoca reazioni avverse: “anche nei casi in cui capita, risultano comunque rare, di lieve intensità ed essenzialmente di tipo gastrointestinale. E’ comunque sconsigliato il consumo per chi soffre di patologie gastrointestinali e in caso di ipertensione, poiché il cardo contiene tiramina, una sostanza che stimola la produzione di dopamina, adrenalina e noradrenalina, che hanno l’effetto di aumentare la pressione arteriosa.

A cura di
Dr. Sergio Valerio Biologo Nutrizionista