Ambiente

Caccia in spiaggia: passa l’emendamento della senatrice Fallucchi. È scontro tra ambientalisti e cacciatori

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ROMA – L’iter legislativo del Disegno di Legge n. 1552 in materia di attività venatoria ha superato un passaggio cruciale. Le Commissioni congiunte Ambiente e Agricoltura del Senato hanno concluso l’esame degli emendamenti, trasmettendo il testo all’Aula di Palazzo Madama per la discussione generale e il voto finale. Ad accendere il dibattito politico, tuttavia, è una specifica modifica normativa che reintroduce la possibilità di cacciare nelle aree del demanio marittimo.

La disposizione in oggetto è l’emendamento 6.71, presentato dalla senatrice Anna Maria Fallucchi (Fratelli d’Italia) e approvato a maggioranza dalle commissioni. La norma riformula i divieti precedentemente previsti, escludendo il demanio marittimo dalle aree precluse all’attività venatoria e riaprendo, di fatto, l’accesso dei cacciatori a coste e litorali.

Il provvedimento ha sollevato l’immediata e compatta reazione delle principali sigle ambientaliste e animaliste nazionali, tra cui ENPA, LAV, WWF, Legambiente e Lipu. In una nota congiunta, le associazioni hanno espresso forte preoccupazione sia sul fronte della pubblica sicurezza – sottolineando il rischio legato all’uso di armi da fuoco in aree costiere potenzialmente frequentate da turisti e bagnanti nel mese di settembre – sia per l’impatto sugli ecosistemi litoranei, considerati corridoi migratori fondamentali per l’avifauna. Di contro, i sostenitori della modifica e i rappresentanti del mondo venatorio difendono la legittimità della misura. Secondo i promotori, l’esclusione totale del demanio marittimo avrebbe erroneamente penalizzato le forme tradizionali di caccia acquatica stanziale e da appostamento, storicamente radicate nei pressi di foci fluviali, lagune e zone umide soggette a vincolo demaniale. La parola passa ora all’Assemblea del Senato, dove il testo del disegno di legge sarà sottoposto al vaglio dell’Aula per l’approvazione definitiva.

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