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Buco parcometri di 600mila euro, arrestato rappresentante legale della Protect Srl
Buco parcometri di 600mila euro, arrestato rappresentante legale della Protect Srl
Nellamattinata odierna, all’esito di complesse e articolate attività di indagine coordinate edirette dalla locale Procura della Repubblica di Foggia, personale del Nucleopef Foggia ha dato esecuzione...
Nella
mattinata odierna, all’esito di complesse e articolate attività di indagine coordinate e
dirette dalla locale Procura della Repubblica di Foggia, personale del Nucleo
pef Foggia ha dato esecuzione all’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. presso
il Tribunale di Foggia in data 26.7.2019 applicativa degli arresti domiciliari nei
confronti del rappresentante legale della società Protect srl titolare del
servizio di “prelievo, contabilizzazione ed accreditamento” degli incassi dei
parcometri della città di Foggia, per conto della società municipalizzata ATAF
S.p.a., nel periodo maggio 2016 – luglio 2018 e del sequestro preventivo per
equivalente dei beni del predetto legale rappresentante e dell’ex Presidente
del cda dell’Ataf Spa.
Le indagini
sono state innescate dalla denuncia, presentata alla Procura della Repubblica
di Foggia, nel maggio 2018, dall’attuale vertice di ATAF S.p.a., secondo la
quale la predetta società concessionaria avrebbe omesso di riversare ad ATAF S.p.a.
circa 600 mila euro quali incassi
dei parcometri per la regolazione del servizio di sosta a pagamento nella città
di Foggia.
Come
immediatamente disposto dalla Procura della Repubblica di Foggia, alla denuncia
ha fatto seguito l’acquisizione della ingente documentazione relativa alla
obbligazione contrattuale ed al successivo contenzioso sorto tra le società
contraenti a seguito dei parziali/tardivi riversamenti delle somme dovute dalla
società affidataria del servizio in favore di ATAF S.p.a.
La disamina
dei documenti acquisiti ha consentito di rilevare che il 12 maggio 2016, all’esito di procedura ad evidenza pubblica, ATAF S.p.a. affidava alla società
concessionaria, per la durata di tre anni [dal 12 maggio 2016 al 11 maggio
2019], il servizio di “prelievo, contabilizzazione ed accreditamento” degli
incassi dei parcometri.
Secondo le
previsioni del contratto e del relativo capitolato di oneri, il servizio
oggetto di affidamento consisteva:
- nello svuotamento giornaliero dei parcometri installati
nella città di Foggia; - nel trasferimento delle monete così prelevate
presso la sede della società concessionaria del servizio per le operazioni di
conteggio, imballaggio e successivo trasferimento presso l’istituto di credito
individuato; - nell’accreditamento del valore corrispondente delle
monete prelevate e conteggiate sul conto corrente di ATAF S.p.a. entro 48/72
ore dalla data del singolo prelievo.
L’articolo 7
del contratto prevedeva, in particolare, che sia ATAF S.p.a. sia la società
concessionaria si riservavano la facoltà di risolvere unilateralmente ed
anticipatamente il contratto in qualunque momento, dandone formale avviso
all’altra parte.
Come emerso
dalle indagini, coordinate in ogni fase della Procura della Repubblica di
Foggia, dal primo ottobre 2016 la società concessionaria aveva affidato il
servizio di prelevamento monete dai parcometri della città di Foggia,
contazione delle stesse ed accreditamento delle somme su proprio conto corrente
[per il successivo accreditamento sul conto corrente “dedicato” di ATAF s.p.a.]
ad altra azienda specializzata del settore che provvedeva regolarmente alla
‘trasformazione’ delle monetine ed al versamento del controvalore alla società
concessionaria dell’Ataf spa, la Protect srl.
In relazione
a tale ultima pattuizione contrattuale, la società concessionaria è risultata
venire in possesso del controvalore degli incassi dei parcometri entro 4 giorni dalle date dei singoli
prelevamenti. Nonostante ciò, alla luce delle evidenze investigative acquisite,
dal principio del 2017 la società concessionaria eseguiva l’accreditamento
degli incassi dei parcometri, in favore di ATAF S.p.a., con notevole ritardo
rispetto alle previsioni contrattuali, tanto da indurre la municipalizzata, in
data 14 aprile 2017, a contestare
formalmente l’inadempimento della prestazione ed a sollecitare la
concessionaria a riversare la somma dovuta a titolo di incassi dei parcometri.
La crescente,
ingente debitoria induceva il vertice di ATAF
S.p.a., tra il novembre 2017 ed il gennaio 2018, ad esperire informale
ricerca di mercato per l’individuazione di un nuovo soggetto economico al quale
affidare, in sostituzione della società affidataria, il servizio di raccolta,
contazione ed accredito degli incassi dei parcometri.
Nel
frattempo, la società affidataria del servizio persisteva nell’accreditare ad
ATAF S.p.a. gli incassi dei parcometri in misura incompleta e con grave,
sistematico ritardo rispetto alla scadenza contrattuale, tanto da indurre la
municipalizzata a richiedere ed ottenere dal Tribunale di Foggia, in data 11/11/2017, decreto ingiuntivo per la
somma di euro 398.466,10, provvedimento al quale faceva seguito “atto di
precetto” del 21/11/2017, del valore, in virtù delle successive compensazioni
intervenute, di euro 294.192,80, che ATAF
S.p.a., nella persona del suo Presidente del Consiglio di Amministrazione pro
tempore, nonostante le indicazioni del proprio legale, decideva di non mettere
in esecuzione.
A
giustificazione del proprio inadempimento contrattuale, la società
concessionaria addebitava formalmente (e
falsamente), in più occasioni, il ritardo nel riversamento degli incassi
dei parcometri a difficoltà operative e gestionali della Banca di Italia di
Bari.
La Banca di Italia – è stato accertato- non ha mai
effettuato il predetto sevizio di ‘trasformazione’ di monetine
Il 6 giugno 2018 il contratto tra ATAF S.p.a.
e la società concessionaria, stipulato in data 12 maggio 2016 per la gestione
dei parcometri, veniva risolto.
L’analisi
della documentazione acquisita, in uno con l’escussione delle persone informate
sui fatti, curata direttamente dalla Procura della Repubblica di Foggia, ha
consentito di quantificare, al 30 luglio 2018, la debitoria della società
concessionaria nei confronti di ATAF S.p.a. in euro 741.968,43, al netto delle
compensazioni dovute.
Le evidenze
investigative complessivamente raccolte hanno quindi integrato profili di
responsabilità penale nella fattispecie del peculato nei confronti, in primis,
dell’amministratore unico della società affidataria del servizio nel periodo 14/04/2017
– 30/07/2018, per gli omessi accreditamenti, in favore di ATAF S.p.a., di
complessivi euro 741.968,43, posto
che:
- per ben 6 volte questi ha falsamente addebitato i
ritardi degli accreditamenti a difficoltà operative della Banca di Italia di
Bari, quando invece, come detto in precedenza, della trasformazione delle
monete si era occupata, nel periodo 01/10/2016 – 13/07/2018, altra società
specializzata del settore; - la Banca di Italia ha disconosciuto qualunque
rapporto di “cambio monete” reso, nel periodo di interesse, alla società
affidataria del servizio.
Responsabilità
penali nella fattispecie del peculato sono state quindi riscontrate anche nei
confronti del Presidente del Consiglio di Amministrazione di ATAF S.p.a nel
periodo 14/04/2017 – 06/03/2018, in ordine agli omessi accreditamenti, in
favore di ATAF S.p.a., di complessivi euro 617.932,20.
Detta
responsabilità si è fondata sulle seguenti omissioni rilevanti ed integranti
una qualificata condotta:
- omessa “messa
in esecuzione” dell’atto di precetto del 21 novembre 2017 del valore di euro
294.192,80 fino a che lo stesso perdesse efficacia e fin a che maturassero
finanche i termini utili per la rinnovazione del titolo esecutivo; - omessa risoluzione del contratto, nonostante il
perdurante stato di inadempienza e la positiva ricerca di mercato, svolta tra
novembre 2017 e gennaio 2018, per la sostituzione della società affidataria del
servizio;
Il solido
quadro indiziario così raccolto è stato condiviso dal Tribunale di Foggia,
Ufficio del G.I.P. che, con provvedimento del 26.7.2019 ha disposto, in
pregiudizio del rappresentante legale pro tempore della società concessionaria
del servizio, l’applicazione della misura cautelare personale degli arresti
domiciliari, nonchè il sequestro preventivo, per equivalente, di beni mobili,
immobili e disponibilità finanziarie nei confronti dello stesso rappresentante
legale della società affidataria del servizio fino alla concorrenza di euro
741.968,43 e nei confronti dell’ex presidente del Consiglio di Amministrazione
pro tempore di ATAF S.p.a. fino alla concorrenza di euro 617,932,20.