Bovino, sede vescovile dagli 800 portali

Bovino, il borgo ducale dal fascino medievale

Foggia Reporter

Bovino, una terra di mezzo che vanta ben 800 portali in pietra ombreggianti sulla verde campagna.

Bovino, il borgo ducale dal fascino medievale, Bandiera Arancione del Touring Club tra i Borghi più Belli d’Italia.

Palazzo Ducale di Bovino – ph. credit: Teresa Quitadamo

Antico centro dei Dauni che parteciparono alla seconda guerra sannitica contro i Romani, Bovino fu colonizzata da questi ultimi a tal punto che nel 90 a.C. fu municipium dal nome Vibinum (citata da Plinio e Polibio). La ricostruzione romana vide la costruzione di magnifiche opere: durante il periodo imperiale, Bovino visse una ricca autonomia fatta di sviluppo, ricchezza, templi, acquedotto, fori, terme, orti e giardini testimoniabili nella cinta del Rione Portella, nella villa romana di Casalene risalente all’età tardo repubblicana all’interno di un’antica masseria e tra statuette e mosaici del Museo Civico.

Stazione di Posta sul Cervaro – Vallo di Bovino

Lo splendore di Bovino si esprime anche nei tratti delle tortuose mura bizantine e della pavimentazione in pietra di fiume d’epoca bizantina nel borgo antico, distrutto e ricostruito più volte a causa delle continue guerre che per secoli videro Bovino come principale scena bellica in quanto strategico collegamento dall’Adriatico al Tirreno. Tra Bizantini e Longobardi gli scontri durarono fino all’arrivo del Normanni: nel 1045 Drogone il Normanno assediò Bovino, istituendone il Castello, su cui poi fu costruito il Palazzo Ducale.

Con gli svevi angioini, Bovino visse in splendore e serenità attraverso la Signoria Loretello in quanto sede vescovile suffraganea di Benevento e città regia: a dimostrarlo le sette chiese racchiuse nel borgo tra cui vi è la Basilica Concattedrale dell’Assunta dallo stile gotico di maestro Zano, introducendo così il romanico in Puglia, e il Palazzo Ducale, antico castello normanno riadattato da Federico II di Svevia e poi dai Guevara. Una struttura che domina l’intero Vallo di Bovino, area geografico che grazie all’affluenza del Cervaro fu espansione di traffici e riordinamenti territoriali. Nel XVII secolo, il feudo dei Guevara garantì alla cittadina un ulteriore protagonismo per le imprese militari, gli scambi commerciali, le comunicazioni e i presidi amministrativi. Le residenze private e portali in pietra con volte a botte in mattoncini, le corti e le ripide scalinate alludono ad uno splendore purtroppo perdutosi con il 1600 in casi di brigantaggio e peste bubbonica.

Santuario di Valleverde – ph. credit: ventoamico.altervista.org

Tuttavia, a non perdersi fu la potente influenza religiosa che comportò durante il ‘900 la presenza di un convento all’interno del Palazzo Ducale e della realizzazione del Santuario di Valleverde ai piedi di Bovino, uno dei più grandi santuari mariani della Capitanata. Bovino è una piccola bomboniera che preserva la tradizione dei saperi nella religione, sfociando nell’enogastronomia come l’agnello cutturiello in pentola di coccio o come lavori a mano dalle orecchiette, ai ricami, l’uncinetto e gli straordinari lavori in pietra e ferro.

Fonte: Maulucci, V., Lombardi, P.,”Sant’Angelo di Bovino – otto secoli di storia della città”, Centrografico Francescano, 2001.

Rvirkelija, O., “Bovino e Guevara in letteratura”, Bovino, 2011.

Volpe, G., “La Daunia nell’età della romanizzazione”, Edipuglia, 1990.

Ph. credit immagine di copertina: Aldo Pavan

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