Bovino, il romantico borgo incastonato tra i Monti Dauni

Visitare Bovino significa perdersi tra i suoi vicoletti, tra i profumi ...

Foggia Reporter

Bovino – Bovino, un piccolo comune di 3 256 abitanti della provincia di Foggia, è uno dei Borghi più belli d’Italia, certificato Paese “Bandiera Arancione” dal Touring Club, una vera e propria perla incastonata tra i Monti Dauni, un borgo affascinante il cui territorio è ricco di risorse naturali, sorgenti d’acqua e di boschi.

Al confine tra Puglia e Campania, il borgo medievale di Bovino fa capolino dall’altura che domina la valle del torrente Cervaro, a circa 30 km dalla città di Foggia.  Il comprensorio è coperto da boschi secolari con un ricco sottobosco di erbe e frutti selvatici, che favorisce il pascolo e la raccolta, e da campi coltivati principalmente a grano duro e coperti da uliveti e vigneti, che gli conferiscono, nel corso delle stagioni, una varietà di colori e profumi avvolgenti.

Per chi vi arriva dall’interno dell’Appennino Dauno, Bovino si manifesta in tutta la sua estensione, mentre guarda dall’alto il Tavoliere, sdraiato comodamente su tre colli adiacenti, come se stesse riposando sulle alture degli Appennini. Sui primi due domina il Castello Ducale e un nucleo consistente del centro storico, che conserva il suo originario aspetto di borgo medievale, l’altro, invece, è il più alto e meglio noto “Monte Castro”, dove Annibale si accampò per preparare l’assedio contro le città della Daunia.

Chiamata in età romana “Vibinum”, lo scrittore Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, loda l’amenità del posto e la cordialità delle genti che abitavano un tempo l’attuale Bovino. Non sono certi l’origine e il significato di Vibinum, il nome della Bovino romana attestato da Plinio e Polibio. Forse deriva dalla lingua osca parlata dalle antiche popolazioni della Daunia e significa “bue”.

Bovino, l’affascinante e romantico borgo degli ottocento portali di pietra

Bovino è una vera e propria finestra sui Monti Dauni. Per chi vorrebbe una vita vista mare, noi rispondiamo che amiamo tantissimo la nostra vista monti che questo piccolo e romantico borgo ci regala ogni volta che lo vistiamo. La sua posizione strategica a livello militare è stata poi consacrata dai Normanni, che sempre nel medioevo costruirono il Castello di Bovino, sull’altura che domina il borgo, conosciuto anche come la “Città degli ottocento portali di pietra”, realizzati dai maestri scalpellini locali, che abbelliscono quasi tutte le case private.

La romantica e suggestiva cornice del Castello Ducale di Bovino, secondo cronache dell’epoca, divenne l’abitazione del figlio dell’imperatore Federico II di Svevia, Manfredi, prima della battaglia di Benevento.

Oltre al castello, Bovino vanta una meravigliosa Concattedrale. Stiamo parlando della basilica di Bovino dedicata all’Assunta, edificata intorno al nono secolo e ristrutturata poi nel Duecento. Questa splendida chiesa, in stile romanico, che si mostra agli occhi dei turisti e dei passanti in tutta la sua possente architettura, fu dichiarata monumento nazionale nel 1890 e concattedrale nel 1986.

Bovino è inoltre, dal 2016, “Città d’arte”, anche se piccolino, questo caratteristico borgo vanta ben quattro musei: il Museo Civico, il Museo della Civiltà Contadina, il Museo Diocesano e la Biblioteca Diocesana con Archivi.

Visitare Bovino significa perdersi tra i suoi vicoletti, tra le storie della sua gente, tra i ricordi dei nonni che passeggiano mano nella mano con i nipoti, tra i profumi dei manicaretti preparati dalle signore a mezzogiorno, tra i pettegolezzi delle anziane del paese e tra le tradizioni di un borgo che, nascosto tra i Monti Dauni, è un vero e proprio tesoro a cielo aperto.

Fonte: prolocobovino.it, viaggiareinpuglia.it