Cultura e territorio

Borgo Duanera-La Rocca, a pochi chilometri da Foggia un piccolo borgo nato negli anni '50

Non tutti i borghi rurali e i centri comunali previsti nel piano dell’ONC furono realizzati. Tra quelli rimasti sulla carta-almeno nel Ventennio – vi è anche la borgata rurale di Arpi, che doveva sorgere -come quella di Giardinetto – in prossimità di una stazione ferroviaria, quella di San Nicola di Arpi, nonostante quest’area non rientrasse tra i terreni affidati all’ONC. Le cose cambiarono dopo la guerra, nel 1952, quando il progetto vide la luce grazie al Consorzio di Bonifica della Capitanata, che permise l’attuazione del borgo al quale, però fu cambiato il nome e divenne Borgo Duanera-La Rocca.

Il nuovo borgo, ubicato in prossimità del Regio Tratturo, a 7 Km. da Foggia nei pressi della statale Foggia- S. Severo, deriva il proprio toponimo da una piccola stazione della Dogana della Mena delle Pecore, istituzione che per quattro secoli aveva regolamentato la transumanza degli ovini dagli Abruzzi alla Puglia, attività pastorizia che all’epoca dell’edificazione del borgo ancora continuava, benché l’istituzione ad essa preposta fosse stata abolita da oltre un secolo

Lo stesso Ente che aveva permesso la nascita del borgo provvide anche alla costruzione della Chiesa, eretta su progetto dell’Arch. Alcide Ferrara dell’Ufficio Tecnico del Consorzio. La Chiesa intitolata a S. Isidoro Agricoltore fu solennemente benedetta da Mons. Farina il 17.5.1953. La Borgata fu ufficialmente inaugurata nel 1954 dal Senatore Medici (un cippo in pietra posto all’ingresso del borgo ne riferisce la data di erezione). Oggi della piccola chiesetta, purtroppo, resta ben poco.

All’inizio, la celebrazione della S. Messa nei giorni festivi veniva assicurata da sacerdoti impegnati a tal fine di volta in volta. Nel 1955 il Consorzio di Bonifica, dopo il collaudo del borgo avvenuto il 16.6.1955, dava in gestione al Comune di Foggia gli edifici di interesse pubblico: la Chiesa, quindi, passava in gestione al Comune. Solo dieci anni dopo, il Comune di Foggia, con delibera del Consiglio del 19.7.1965, assunse l’organizzazione e la gestione degli edifici pubblici della Borgata.

Con lettera del 23.6.1956 Mons. Carta chiese al Segretario Generale del Consorzio un contributo per acquisto di arredi sacri per la Chiesa di S. Isidoro e un compenso mensile per il Cappellano. La richiesta fu accolta e con lettera del 24.9.1956 il Comm. Alfonso Mascolo, delegato dal Prof. Aurelio Carrante del Consorzio, comunicò a Mons. Carta l’invio di una somma raccolta tra persone generose per l’acquisto di arredi sacri e assicurò per il Cappellano un compenso mensile per spese d’auto.

A Duanera – la Rocca l’impianto urbano è fondato sostanzialmente sull’asse del decumano, su cui affacciano, in posizioni contrapposte, la chiesa e la Casa del fascio, entrambe dotate di porticati con archi a tutto sesto. La chiesa, con la sua facciata a capanna con nartece sottostante ed il battistero esterno a pianta ottagonale, riprende gli stilemi medievali, ma presenta un forte elemento di novità, l’assenza del campanile, presente nelle chiese di tutti gli altri borghi, si pensi a Borgo Segezia.

La viabilità principale prevedeva grandi strade alberate e l ‘insieme della borgata sul lato occidentale. Il punto d ‘accesso dalla strada statale era definito da una serie di strutture sportive e di verde pubblico.

Fonte: Domenizo Mazzaro

Redazione

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