Bari dice addio ad Annibale D’Elia: il “papà” di Bollenti Spiriti muore in moto a Torre a Mare
Il dirigente della Regione Puglia, 56 anni, ha perso la vita ieri pomeriggio sulla strada della Marina tra San Giorgio e Torre a Mare. Moto contro un muretto, nessun altro mezzo coinvolto. Lutto nel mondo della cultura e della politica pugliese

Una curva sulla strada della Marina, quella che collega San Giorgio a Torre a Mare, nel sud di Bari. È lì che ieri, martedì 20 ottobre, intorno alle 18, si è spenta la vita di Annibale D’Elia.
56 anni, barese, direttore da appena quattro mesi del Dipartimento Cultura, Istruzione, Turismo e Diritti Civili della Regione Puglia, D’Elia viaggiava in sella alla sua moto quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polizia Locale di Bari, ha perso il controllo del mezzo finendo con violenza contro un muretto a bordo strada.
Inutili i soccorsi del 118, intervenuti insieme agli agenti della Polizia Locale e ai Vigili del Fuoco. Secondo le prime ricostruzioni non ci sarebbero altri veicoli coinvolti.
La notizia, rimbalzata in serata sui canali istituzionali e sulle testate locali, ha lasciato sotto shock l’intera comunità regionale.
Perché Annibale D’Elia non era solo un dirigente. Era, per un’intera generazione di pugliesi, il “papà di Bollenti Spiriti“. Fu lui, nei primi anni Duemila, a immaginare e costruire quella che è diventata la più longeva e innovativa politica giovanile italiana: laboratori, bandi, spazi rigenerati, la possibilità concreta per migliaia di ragazzi di restare e fare impresa in Puglia.
Visionario, ostinato, innamorato di periferie e di Sud, aveva lavorato negli ultimi anni tra la Sicilia e la Puglia, collaborando con esperienze come Farm Cultural Park a Favara, simbolo di rigenerazione urbana attraverso la cultura. Un filo rosso che ha sempre tenuto insieme il suo lavoro: la convinzione che la cultura non sia un orpello, ma infrastruttura.
Il ritorno in Regione Puglia a giugno scorso, alla guida di un dipartimento strategico, era stato accolto come un ritorno a casa.
Ieri sera il presidente della Regione, i colleghi, assessori, sindaci e centinaia di giovani cresciuti con i suoi progetti hanno iniziato a ricordarlo sui social. “Un visionario pugliese“, “Un uomo gentile che credeva nei ragazzi più di quanto i ragazzi credessero in se stessi”.
Le indagini sulla dinamica dell’incidente sono affidate alla Polizia Locale. I funerali verranno comunicati nelle prossime ore dalla famiglia.
La Puglia perde una delle sue menti più libere.

