ATAF, Angiola attacca la maggioranza: “Affidamento in ritardo e nessun piano industriale”

FOGGIA – Duro intervento del consigliere comunale Nunzio Angiola, segretario provinciale del Movimento Cambia, sulla discussione approdata lunedì in Consiglio comunale riguardante l’affidamento in house del trasporto pubblico locale ad ATAF.
Secondo Angiola, l’iter starebbe procedendo con “un ritardo gravissimo” rispetto alle scadenze previste dalla normativa. “L’avviso di preinformazione obbligatorio doveva essere pubblicato entro il 31 dicembre 2025 e ad oggi non è stato ancora emanato”, denuncia il consigliere.
Per l’esponente dell’opposizione, il problema dell’affidamento rappresenta però soltanto “la punta dell’iceberg” di una situazione ben più complessa che coinvolge l’azienda di trasporto pubblico foggiana. Nel mirino finiscono la carenza di personale, la soppressione quotidiana di corse e linee, il mancato turnover dei pensionamenti e l’assenza di nuove assunzioni nonostante una graduatoria ancora valida.
Angiola punta inoltre il dito contro la mancata adozione di un piano industriale, definito “indispensabile” per garantire chiarezza sul futuro del servizio, sugli investimenti e sulla sostenibilità dell’affidamento diretto.
“Gravissima”, secondo il consigliere, anche la bocciatura del suo emendamento al DUP, avvenuta lo scorso 16 marzo, con cui chiedeva proprio l’elaborazione di un piano industriale per ATAF.
Nel suo intervento Angiola critica anche la gestione politica della vicenda da parte della maggioranza, parlando di “caos politico e amministrativo” emerso durante il Consiglio comunale e sottolineando come alcuni esponenti della stessa coalizione abbiano preso le distanze dall’iter seguito finora.
Tra le contestazioni anche il riferimento a una delibera di Giunta del 9 luglio 2025 che avrebbe avviato la procedura, nonostante – evidenzia Angiola – l’articolo 42 del TUEL attribuisca al Consiglio comunale la competenza sull’organizzazione dei pubblici servizi.
“Il rischio concreto – conclude il consigliere – è che non si riesca a completare l’iter entro il 31 dicembre 2026 e che si finisca inevitabilmente in gara pubblica, mentre la città e oltre 200 famiglie di lavoratori continuano ad aspettare risposte concrete e non propaganda”.

