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Allarme pantera sul Gargano: grandi gabbie nei boschi per catturare il felino

La psicosi pantera continua. L’animale da una decina di giorni è al centro di numerosi dibattiti, articoli e servizi televisivi nazionali. Le ultime segnalazioni inquadrano la pantera nera sul Gargano. Continuano incessanti le ricerche per individuare e catturare la pantera nera che da settimane sta spaventando gli abitanti della provincia di Foggia.

Diversi gli avvistamenti del temuto felino in agro di Apricena e nella zona di San Nicandro Garganico. Sul Gargano gli investigatori hanno piazzato delle gabbie-trappola contenenti del cibo per catturae la pantera.

Ricordiamo che il primo avvistamento risale alla serata di mercoledì quando l’animale è stato notato in agro di San Severo esattamente su via Castelnuovo della Daunia.

Il felino è stato notato all’interno di un opificio a soli 1,5 km dal centro abitato. La notizia di una pantera che corre libera nel Foggiano ha immediatamente destato grande sorpresa ma allo stesso attimi di panico e grande paura. Le autorità sono a lavoro per stanare l’animale grazie all’utilizzo di gabbie e particolari dispositivi aerei, si stanno utilizzando dei droni per riuscire ad individuare l’animale.

Per stanare la pantera nera sono stati impiegati anche dei Predator dell’Aeronautica, particolari velivoli comandati da terra partiti dalla base di Amendola per cercare il pericoloso felino.

Luigi Urbano, responsabile del servizio veterinario dell’Asl, afferma che le tracce e gli avvistamenti finora raccolti sono attendibili. Tuttavia, l’animale continua a fuggire e a sfuggire ai tanti uomini impiegati per catturarla. “Siamo sconfortati – ha dichiarato Urbano a Repubblica -. Lo sforzo è enorme, l’impegno è massimo, ma per il momento non siamo riusciti a catturarla”.

Alla ricerca della pantera di San Severo, diventato un vero e proprio mito in Capitanata, si sta dedicando una grande task force formata da polizia, vigili, forestali e veterinari dell’Asl. L’animale spostandosi così velocemente in direzione Gargano potrebbe dileguarsi facilmente nella macchia boschiva garganica rendendo molto complicate le operazioni di cattura.

Pochi giorni fa la testimonianza di Michele Bonfitto, l’ex consigliere comunale e provinciale di San Marco in Lamis che sulla sua pagina Facebook ha condiviso due foto delle possibili orme della pantera.

“Ieri nel farmi un giro nella mia Azienda Agricola che si trova nel comune di Poggio imperiale, vicino San Nazario, sotto al mio uliveto ho trovato queste orme. Sono andato su internet e le ho confrontato con le orme di pantera. Sono orme di pantera – scrive Bonfitto -. Fino a qualche giorno fa credevo fosse invenzione la storia della pantera che si aggirava nella zona,con video più o meno inventati .

Con somma meraviglia è vera la storia della pantera. La pantera era passata di là. Posso confermare che nella zona c’è la pantera e quelle sono le orme che ho fotografato”.

In zona di San Marco in Lamis, alcuni giorni fa, alcuni allevatori hanno segnalato la presenza del temuto felino nero nei boschi ma, come in altri casi, anche questa segnalazione non ha portato ad un effettivo riscontro.

La pantera potrebbe essere scappata dalla casa di un boss, ricordiamo che il territorio nel quale è stata avvistata la pantera nera è terra di mafia; non è da escludere che qualche boss mafioso della zona, in vista di possibili controlli, abbia deciso di sbarazzarsi dell’animale.

Redazione

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