
Foggia. Una città del Sud, spesso raccontata per i suoi problemi. Eppure, proprio qui sta nascendo una nuova storia di impegno politico, incarnata da una giovane donna che non ha paura di sognare in grande. A soli 28 anni, Alice Amatore, nata e cresciuta a Foggia, è l’assessora più giovane della città, con deleghe alla Cultura, al Turismo e alle Politiche giovanili per il Partito Democratico.
La sua storia è un controsenso rispetto alla retorica della disillusione che attanaglia la politica italiana. Dopo aver studiato e lavorato tra Torino e Bruxelles, Alice ha scelto di tornare nella sua città natale, portando con sé un’esperienza preziosa in progetti di rigenerazione urbana. Questa scelta, tanto coraggiosa quanto controcorrente, le è valsa la fiducia dei suoi concittadini. Nelle elezioni comunali del 2023, è stata la donna più votata, un segnale chiaro che a Foggia c’è voglia di cambiamento e di volti nuovi.
Alice Amatore citata tra i 60 giovani promesse della politica italiana secondo l’Espresso
In un Paese che invecchia e dove la politica ha perso credibilità, la partecipazione giovanile non può essere ridotta a una semplice questione di quote. Serve qualcosa di più. Serve fiducia, ascolto e strumenti reali. La partecipazione non si impone, ma si costruisce, offrendo spazi in cui i giovani possano sentirsi parte di una storia collettiva.
L’impegno di Alice Amatore dimostra che la politica può tornare a essere un luogo di coerenza e di visione. I giovani, con la loro “tensione vitale verso il futuro”, portano nel dibattito democratico una prospettiva lucida e innovativa. Proprio per questo, è fondamentale che le istituzioni forniscano gli strumenti necessari per rendere questa partecipazione concreta. Un esempio su tutti: l’urgenza di una legge per il voto ai fuori sede, che permetterebbe a migliaia di giovani di non perdere il loro diritto di esprimersi.
Il Sindaco Episcopo: Sognare un futuro insieme
Come ha scritto la Sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, nel suo messaggio di congratulazioni, la storia di Alice non è solo una vittoria personale. È un simbolo per l’intera città, la prova che “anche dal Sud possono arrivare esempi concreti di impegno e speranza”. Il riconoscimento da parte del settimanale L’Espresso, che l’ha inserita tra i 60 under 30 che stanno cambiando il Paese, conferma il valore del suo lavoro.
Alice è l’esempio che non bisogna cedere al cinismo. È l’emblema di una generazione che, nonostante le difficoltà e la precarietà, trova il coraggio di sognare un Paese migliore. La politica deve tornare a essere una promessa, e per farlo deve imparare a “sognare insieme ai giovani”, come recitava Danilo Dolci: “Ciascuno cresce solo se sognato”. Solo così si potrà restituire un senso di speranza e visione a una democrazia che rischia di perdersi nell’indifferenza.

