Crediti Foto: Marco Biscotti

Alberona, il paese dell’acqua e dei Templari

Alla scoperta di Alberona: tra boschi, tradizioni e fontane

Foggia Reporter

Ad Alberona l’acqua è l’elemento per antonomasia! Un borgo dalle caratteristiche bizantine che si circonda di lussureggianti boschi attraversati a loro volta da fiumi e torrenti.

Alberona, uno dei Borghi più belli d’Italia con tanto di Bandiera Arancione, fu un tempo ricovero di alcuni calabri che si insediarono sotto un grande albero (Alvarone). Un paese dei Monti Dauni Settentrionali che dalle falde del Monte Stilo ha sempre garantito l’afflusso delle acque per tutta la pianura del Tavoliere delle Puglie.

Il paese dell’acqua che in più vanta di una bellezza urbanistica come poche, non solo per la storia o l’arredo urbano, ma anche per le numerose fontane monumentali come la Muta, il cui scroscio d’acqua si percepisce solo avvicinandosi.

Grazie alla presenza dei Cavalieri Templari fino al 1307 e dei Cavalieri di Malta fino al XVI secolo, Alberona da Casale si trasformò in un castrum lungo la Via Traiana, posizione agevole per coloro che si dirigevano verso la Terrasanta, i cavalieri appunto.

Proprio in quel momento, Alberona visse una rigorosa riqualificazione monumentale attraverso la costruzione di Palazzo e della Torre del Gran Priore, l’attuale Domus poetarum, un ruolo importante in tutto il territorio che comportò così un ulteriore abbellimento del centro urbano di pubblica utilità anche attraverso l’arrivo dei Gonzaga.

Borgo antico di Alberona

Da qui, l’allestimento del Muraglione, per vedere come le acque delle sorgenti dai monti vicini scendessero giù in pianura passando per la suggestiva Chiesetta del Calvario, la Chiesa Priorale e la Chiesa Madre, mantenendo però l’originario Campanile nonché antica torre militare dei Templari.

Tutto ciò fu ulteriormente solennizzato dal Regno di Napoli, il quale decise di elevare Alberona al rango di fortezza, la cui straordinarietà è visibile tutt’oggi nel Palazzo Sorda, ubicato dove un tempo sorgeva il Castello di Alberona, e Palazzo Cassitto costruito sul dormitorio di San Rocco.

Costumi, tradizioni e gusti di questo paese derivano dalle circostanze di un passato solido e duraturo, che privilegiò Alberona per vari motivi. Le intramontabili processioni, ad esempio, fatte di véreche (ceri) dei fuochi di Sant’Antonio provenienti dal Canale dei Tigli, racchiudono l’identità di Alberona, una cittadella legata alla religiosità e alla natura intrisa di corsi d’acqua e fitta vegetazione.

Persino l’Arco dei Mille denota il profondo legame tra Alberona e il circondario: ciottoli di fiume costruiscono tessera dopo tessera un antico pavimento calpestato da gruppi di briganti nascosti nel cuore dell’Aria Grande.

Il ragù pugliese a base di braciole

Lì dove sorge il panorama mozzafiato, è possibile ancora scorgerne i sotterranei e i nascondigli di una storia fantastica che gli alberonesi custodiscono con cura, come la vastità dei ricettari di famiglia che si compongono di ingredienti cardine nella dieta mediterranea. Immancabili i lampascioni al forno e le varie specialità di ragù pugliese a base di carne equina e suina passati al colino. Vedere per credere!  

Fonte: Masciocco, R., “Alberona nel Medioevo: storia e tradizioni”, 2011