Agricoltura, Gatta: “In Capitanata è un problema anche la bruciatura delle stoppie”

BARI – Il vicepresidente della Commissione Agricoltura e consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Gatta ha presentato una proposta di legge per modificare alcuni articoli della legge regionale che regola la bruciatura dei residui vegetale dopo la potatura e aratura. “In Puglia – scrive Gatta – è in vigore una normativa approvata nel dicembre del 2016 che obbliga a pratiche, oggi, più complicate da rispettare. Per questo ho presentato una proposta di legge che modifichi alcuni articoli. Si tratta di un intervento necessario che nasce dall’ascolto diretto del territorio e dalle richieste di centinaia di agricoltori che oggi si trovano a fare i conti con una crisi senza precedenti, aggravata dalla siccità, dagli eventi estremi e dall’aumento dei costi di produzione. In particolare, la cerealicoltura, e il grano duro in primis, stanno vivendo una fase estremamente critica, con una riduzione significativa delle superfici coltivate e il rischio concreto di abbandono dei terreni.
La proposta interviene su alcuni aspetti centrali della normativa vigente, introducendo maggiore flessibilità e semplificazione. In determinate condizioni, infatti, la bruciatura controllata delle stoppie e dei residui vegetali rappresenta una pratica agronomica indispensabile per contenere la diffusione di fitopatogeni e infestanti sempre più resistenti, oltre che per garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole. In territori come quelli della Capitanata impedire o limitare eccessivamente questa pratica significa creare ulteriori ostacoli alle aziende agricole. Non si tratta di arretrare sul piano della tutela ambientale ma di adottare un approccio pragmatico ed equilibrato che tenga insieme sostenibilità e produttività.
“Tra le principali novità, la possibilità di ricorrere alla bruciatura in deroga, anche nelle aree protette e nei siti Natura 2000, previo supporto di una relazione tecnica asseverata e nel rispetto di precise linee guida regionali. Non meno importante è l’intervento sulle cosiddette ‘precese’, con una riduzione della loro ampiezza, oggi spesso sproporzionata rispetto alle dimensioni degli appezzamenti, in una regione caratterizzata da elevata frammentazione e piccola dimensione delle aziende agricole.
Con questo provvedimento vogliamo trovare un punto di equilibrio tra la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del lavoro agricolo. Non possiamo permetterci norme che, pur nate con finalità condivisibili, finiscono per penalizzare chi ogni giorno presidia il territorio e garantisce produzione e sicurezza alimentare”. (foto pagina social Comune di Gravina di Puglia)

