Pronto Soccorso di Cerignola al limite: turni da 12 ore, tre medici per le emergenze
Con il personale costretto a coprire anche i reparti di notte, l'estate mette sotto pressione il "Tatarella"

L’estate è tradizionalmente il periodo più critico per l’emergenza sanitaria, e Cerignola non fa certo eccezione. Il Pronto Soccorso dell’ospedale “G. Tatarella” è di nuovo nell’occhio del ciclone per una grave carenza strutturale di personale medico.
Secondo le segnalazioni raccolte nelle ultime settimane, a garantire i turni sarebbero rimasti in tre, che si avvicendano su rotazioni massacranti che arrivano a 12 ore consecutive. A complicare il quadro, una recente circolare interna obbliga i medici del Pronto Soccorso a rendersi disponibili anche per interventi nei reparti, soprattutto nelle ore notturne, sottraendo risorse già scarse al triage e all’urgenza.
La situazione si inserisce in un disagio più ampio. All’inizio di giugno un video girato davanti alla Guardia Medica di Cerignola ha denunciato pubblicamente l’inattività del servizio in una città di circa 60.000 abitanti, ricordando che l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale. Nel filmato si sottolinea che i cittadini vengono di fatto rinviati al 112 perché mancano i medici per garantire la continuità assistenziale territoriale.
Non è il primo campanello d’allarme. Già l’11 maggio 2025 il Pronto Soccorso di Cerignola era finito al centro di un caso virale nazionale, dopo la diffusione di un video in cui un medico del 118 veniva ripreso mentre dormiva su una sedia in corsia, con pazienti in attesa.
Si intravede una luce in fondo al tunnel: sono attesi a breve fondi specifici da destinare al servizio di emergenza cerignolano. Resta però il nodo immediato: con organici così ridotti, turni prolungati e il doppio carico tra Pronto Soccorso e reparti, il rischio è che l’estate trasformi ogni accesso in un “limbo”, in attesa di rinforzi che ancora non sono arrivati.

