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Agostino Laquaglia, l’uomo che passò due giorni sulla gru per salvare vite in Viale Giotto

L'eroe che non si fermò un attimo in quei tragici giorni

Foggia Agostino Laquaglia, è stato un dipendente dell’Amica che, nelle giornate della tragedia di Viale Giotto, rimase alla guida di una delle pale meccaniche, senza mai fermarsi.

Agostino fu uno dei tanti eroi di quei terribili giorni, persone comuni, uomini e donne che non si sono fermati un attimo e hanno scavato, anche a mani nude, nell’intento di salvare vite.

Persone che non hanno pensato a dormire e mangiare, foggiani che dalla notte del venerdì alla mattina del lunedì, senza sosta, hanno dato loro stessi per salvare bambini, uomini, donne e anziani, vittime di una delle tragedie che più ha sconvolto la nostra città.

Il crollo di Viale Giotto ha lasciato una ferita profonda nei cuori dei foggiani, che pulsa ancora e fa male come il primo giorno. Sono passati vent’anni ma il suo ricordo è vivo in noi, come quello del coraggio e della tenacia di Agostino.

Agostino ha rappresentato il simbolo della determinazione e della forza che i foggiani hanno dimostrato in quei tristi giorni di novembre, in cui tutti cercavano di salvare delle vite o, almeno, di recuperare i corpi delle vittime.

Agostino lavorò per ben 48 ore consecutive, senza soste, decidendo di non nutrirsi, perchè sapeva che ogni minuto poteva valere la vita o la morte di qualcuno.

Foggia è tutto questo, è una città fatta di eroi, di gente che si prodiga per il bene degli altri, che scende tra le macerie di un palazzo crollato scavando a mani nude, che si stringe nei portoni mentre piovono bombe dal cielo, che si commuove, che ricorda gli attimi di paura prima di un bombardamento, che tende la mano verso il prossimo, che porta ferite profonde sul cuore ma guarda avanti. Foggia è la resilienza, è l’ostinazione di volersi rialzare a tutti i costi.

Categorie: Cultura e territorio