Acqua depurata per l’agricoltura, Cataneo: «A Foggia dieci anni di ritardi. Persi oltre 100 milioni di metri cubi»

FOGGIA – «Sono circa dieci anni che Foggia chiede di utilizzare per l’agricoltura l’acqua depurata e affinata». È quanto denuncia il consigliere comunale Pasquale Cataneo, che torna a sollecitare interventi per il riuso irriguo della risorsa idrica proveniente dal depuratore cittadino.
La questione sembra ora arrivata a una svolta grazie ai nuovi stanziamenti nazionali e alla candidatura di specifici interventi da parte della Regione Puglia. Con la DGR 579/2026, i progetti predisposti da Acquedotto Pugliese e Consorzio di Bonifica della Capitanata sono stati inviati al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per l’accesso ai finanziamenti previsti dal decreto ministeriale del 24 dicembre 2025.
Cataneo ricorda come il Consiglio comunale di Foggia abbia affrontato più volte la questione, con atti approvati nel 2017 e nel 2024, sostenendo il riuso delle acque depurate per tre obiettivi: risparmiare la risorsa idrica, sostenere l’agricoltura del Tavoliere e migliorare la qualità ambientale dei corpi idrici, compreso il Candelaro.
Secondo il consigliere, però, i ritardi burocratici e infrastrutturali avrebbero avuto un costo elevato. «In questi anni – sostiene – sono andati persi oltre 100 milioni di metri cubi d’acqua, che avrebbero potuto contribuire a fronteggiare le ricorrenti crisi idriche che colpiscono l’agricoltura della Capitanata».
Il quadro degli interventi comprende anche progetti pilota regionali e un finanziamento di circa 5 milioni di euro per interventi a Foggia. Cataneo giudica positivamente la candidatura, ma invita a passare rapidamente «dagli annunci ai cantieri».
Il consigliere richiama inoltre la necessità di proseguire l’azione istituzionale per realizzare opere capaci di trattenere acqua e alimentare le falde, tra cui l’invaso di Palazzo d’Ascoli, il cosiddetto “Tubone” e interventi sulle reti di collettamento e distribuzione.
«Per rendere credibile il modello pugliese – conclude Cataneo – le risorse devono trasformarsi rapidamente in cantieri e quindi in una realtà operativa. L’acqua non può continuare a essere soltanto un tema da campagna elettorale o da piano emergenziale».

