Crediti Foto: Eden Puglia

Abbazia di Santa Maria di Pulsano, un luogo solitario custodito tra le alture

Nel Gargano, custodita tra le alture, sorge l'Abbazia di Santa Maria di ...

Foggia Reporter

Nel Gargano, custodita tra le alture, sorge l’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, un luogo solitario e suggestivo non molto lontano da Monte Sant’Angelo.

Visitare questa particolare abbazia è sicuramente un’esperienza da non perdere per poter ammirare da vicino la bellezza di questi luoghi a pochi passi da noi e poter immaginare la particolare vita degli eremiti.

Edificata nel 591 sui resti di un antico edificio pagano, l’abbazia appare ancora oggi cinta da possenti mura perimetrali, tra vertiginosi strapiombi e circondata da numerosi eremi. Le vicende storiche fino al XII secolo sono poco note, a quell’epoca risale l’intervento di san Giovanni da Matera e della sua Congregazione Pulsanense che fecero risorgere dal grave stato di abbandono in cui versava, fondando l’ordine monastico autonomo dei poveri eremiti pulsanesi.

Nel 1177 fu ultimata la costruzione della chiesa abbaziale dedicata alla Santa Madre di Dio, il cui altare, sotto il quale furono poste le spoglie di san Giovanni da Matera, abate morto nel 1139, fu consacrato dal papa Alessandro III in pellegrinaggio sul Gargano.

Nel XV secolo furono i celestini a prendersi cura dell’abbazia, tutelandola dalle pretese dei signori locali. L’abbazia fu comunque affidata ad un cardinale commendatario che l’amministrava da Roma. Il violento terremoto del Gargano del 1646 travolse l’archivio e la biblioteca. In seguito furono i Celestini di Manfredonia a reggere Santa Maria di Pulsano sino all’emanazione delle leggi napoleoniche del 1806.

Giuseppe Bonaparte soppresse definitivamente la presenza di un ordine monastico e autorizzò i fittuari dei beni a ritenere in enfiteusi i pagamenti. Nel 1842 il sacerdote montanaro Nicola Bisceglia riceve ufficialmente in enfiteusi dal Demanio il complesso del protomonastero pulsanense per “sottrarlo all’abbandono e agli atti vandalici dei pastori e pecorai”, ad eccezione della chiesa soggetta alla giurisdizione dell’Ordine diocesano.

L’Abbazia di Santa Maria di Pulsano e i suoi eremi

Costruita secondo l’ordine romanico la chiesa fu ricavata da una grotta naturale assai suggestiva. All’esterno dell’abbazia è ancora visibile parte di una fontana, considerata un fonte battesimale, costruita per il ristoro dei numerosi pellegrini, e sempre all’esterno è possibile notare i tanti eremi, spesso accessibili solo attraverso scalette e corde, che circondano il luogo (per ora ne sono stati censiti 24).

Alcuni eremi si trovano in luoghi davvero inaccessibili e difficili da raggiungere. Tutti gli eremi sono collegati tra loro da una rete di sentieri e scalinate e da una vera e propria rete idrica di canali scavati nella roccia per convogliare le acque.

Alcuni eremitaggi erano dedicati alla vita comunitaria, erano adibiti al culto o ad abitazioni, altri al lavoro collettivo, si pensi che un eremo è stato persino adibito a mulino. Oggi i monaci con si prendono cura degli eremi e, quando è possibile, ne garantiscono la fruizione, anche se molti di questi richiederebbero interventi di manutenzione.

Gli Eremi di Pulsano, nel 2010, sono stati eletti Luogo del cuore FAI con ben 34.118 segnalazioni.

Eremi Di Pulsano
Crediti Foto: doveandiamosulgargano.it

Fonte: fondoambiente.it