Ambiente

A New York pagano per fare la spia dei rifiuti: 4.000 dollari per un video di 30 secondi

A Staten Island una donna ha filmato un uomo che abbandonava cinque sacchi al parco e senza saperlo ha attivato il nuovo programma anti-dumping del DSNY: metà della multa finisce a chi segnala

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New York ha trovato un modo brutale ma efficace per ripulire gli angoli più degradati della città: trasformare ogni cittadino in un ispettore.

Da novembre il Dipartimento di Igiene Urbana (DSNY) ha messo sul piatto un patto chiarissimo: se vedi qualcuno scaricare rifiuti da un veicolo su suolo pubblico, riprendilo, segnalalo e se la multa va a buon fine, fino al 50% di quello che paga il colpevole finisce nelle tue tasche.

A scoprirlo per caso è stata Amy, nome di fantasia scelto per proteggere la privacy, residente a Staten Island. Un mese fa, passeggiando vicino allo Yang Yang Park, il piccolo triangolo verde tra Decker Avenue e Barrett Avenue, ha visto un uomo fermare l’auto davanti alla fermata del bus S57 e buttare a terra cinque grossi sacchi neri, a un metro dal cestino pubblico.

Non lo ha affrontato. Ha tirato fuori il telefono e ha registrato. L’uomo è risalito in macchina ed è sparito. Amy ha chiamato il 311 e, indignata, ha postato lo scatto su un gruppo Facebook di quartiere.

Non immaginava di aver fatto centro. Nel video la targa era nitidissima. Il DSNY, che da tre anni ha disseminato oltre 300 telecamere nascoste nei punti caldi della città, ha incrociato le immagini, rintracciato il proprietario del mezzo e gli ha notificato due verbali: uno per sversamento illecito e uno al proprietario del veicolo. Totale: 8.000 dollari.

Solo dopo, un funzionario l’ha richiamata per dirle che, grazie all’Illegal Dumping Award Program, le spettavano 4.000 dollari.

“Mi aspettavo 100 dollari, pensavo fosse simbolico – ha raccontato al New York Post – Quando ho visto l’assegno ho pensato: ho letto bene? L’ho versato, dopo una settimana è stato accreditato senza nessun alert per frode. Perfetto“.

Con quei soldi ha pagato le bollette di luce e gas, ha fatto la spesa e poi, per la prima volta dopo mesi, si è concessa un lusso: manicure, pedicure e parrucchiere.

Non è un caso isolato. Dall’avvio del programma sono 29 i newyorkesi che hanno incassato, per un totale di oltre 116.000 dollari distribuiti. Le multe per chi viene beccato partono da 4.000 dollari e arrivano a 18.000, più il sequestro del veicolo e i costi di pulizia. Se il trasgressore contesta il verbale, il segnalante deve presentarsi all’udienza.

Il messaggio del Comune è netto: sarebbe costato molto meno fare le cose in regola. La città fissa un tetto di 17,64 dollari ogni 100 libbre per il ritiro privato a pagamento, ed è gratuito se si tratta di rifiuti domestici.

A New York, insomma, buttare la spazzatura dal finestrino dell’auto non sporca più solo il quartiere. Rischia di finanziare quello del vicino.

La domanda nasce spontanea: un programma del genere sarebbe applicabile con successo anche da noi in Italia?

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