Nuovo incendio al Lago Salso, torna l’allarme: un anno fa il maxi rogo devastò l’oasi. Ambientalisti: “Non è stato fatto abbastanza”

MANFREDONIA – A distanza di un anno dal devastante incendio che mandò in fumo centinaia di ettari dell’Oasi Lago Salso, un nuovo rogo è tornato a colpire una delle aree naturalistiche più preziose della Capitanata. Le fiamme, alimentate dal vento, hanno interessato il canneto della zona umida, rendendo necessario un massiccio intervento di vigili del fuoco, protezione civile e mezzi aerei.
L’incendio riporta alla memoria quanto accaduto nell’estate del 2025, quando il fuoco devastò la stessa area per oltre 50 ore, distruggendo circa 300 ettari di vegetazione e causando gravi danni a uno degli ecosistemi più importanti del Parco del Gargano. All’epoca si parlò di incendi di probabile origine dolosa e di un pesante impatto sulla fauna selvatica, in particolare sull’avifauna presente nell’oasi.
Il nuovo episodio ha immediatamente riacceso la protesta del mondo ambientalista, che denuncia come, a dodici mesi di distanza dal disastro dello scorso anno, la vulnerabilità dell’area sia rimasta sostanzialmente immutata. Tra le richieste avanzate vi sono un rafforzamento della sorveglianza, maggiori interventi di prevenzione, manutenzione della vegetazione e un presidio stabile dei mezzi antincendio durante la stagione estiva.
Anche il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, ha ricordato che l’oasi era già stata teatro di incendi dolosi nel 2025, chiedendo che il territorio venga dotato stabilmente di un Canadair per ridurre i tempi di intervento in caso di emergenza. Il primo cittadino ha inoltre riferito che nei giorni precedenti alcuni ecologisti impegnati nella tutela dell’area avevano ricevuto minacce sui social, prontamente denunciate alle autorità competenti.
Sul fronte ambientalista, nelle ultime ore sono arrivate nuove prese di posizione che parlano di un’emergenza ormai strutturale. Il consigliere comunale e comandante degli Ispettori ambientali Civilis Giuseppe Marasco ha sostenuto che, «a un anno dal disastro del 2025, nulla è cambiato», chiedendo interventi immediati e diffidando le istituzioni competenti ad adottare misure efficaci di prevenzione.

