Cultura e territorio

Viale XXIV Maggio: un concentrato di storia e futuro, con un presente difficile

Sono le 18:00 di un freddo e piovoso pomeriggio di gennaio. A conferma dell’orario, c’è il grande orologio che sovrasta il lato destro della stazione di Foggia. Mi siedo su una panchina. Intorno a me c’è qualche studente universitario pendolare che scappa a prendere l’ultimo treno, qualche giovane immigrato, numerosi pullman e il solito traffico foggiano. Resto seduto e mi guardo intorno. Non mi capita mai di avere tempo per osservare con cura la mia città, ma oggi ho deciso di farlo.
Maestosa, davanti a me, si erige la stazione ferroviaria, un tempo fiore all’occhiello non solo di Foggia ma di tutto il Bel Paese. Questa importante “porta” per la città, nel corso del tempo, ha vissuto momenti d’oro alternati a periodi di distruzione e incuria. Fu inaugurata il 9 novembre 1863 dal re Vittorio Emanuele II. Con il passare del tempo furono inaugurate diverse linee, rendendo la stazione un nodo di importanza fondamentale tra le direttrici che corrono dal nord al sud dell’Italia e dall’Adriatico al Tirreno.
Proprio a causa della sua posizione geograficamente strategica, nel 1943, venne bombordata dagli alleati anglo-americani. Nel 1951, il complesso architettonico fu ricostruito. Entro. Davanti a me, un via vai di viaggiatori. Di fronte, la biglietteria sovrastata dal tabellone degli arrivi e delle partenze. La zona per i viaggiatori venne adibita negli anni sessanta e si erge per una lunghezza totale di circa 300 metri. Il corpo centrale, dove si trova l’ingresso, è più grande e sporge leggermente in avanti rispetto alle restanti parti laterali. Per il traffico passeggeri si contano otto binari, interposti da quattro banchine munite di pensilina e collegate tramite sottopassaggio.

Stazione Di Foggia
Stazione di Foggia
Esco dalla stazione e ritorno nella piazza antistante, dove si trova la fontana collocata sul piazzale Vittorio Veneto. Fu progettata dai tecnici del genio civile e realizzata in pietra di Trani lucidata. E’ dotata di un impianto di alimentazione a ciclo chiuso per economizzare l’acqua. Fu inaugurata il 15 novembre 1953.
Poco più avanti, c’è la meravigliosa istallazione artistica intitolata “Ritorno a casa” più comunemente conosciuta come “Il viaggiatore”, un’opera di Scarinzi, donata dal Rotary Club Foggia nel 2014. Proprio questa statua, purtroppo più volte fatta oggetto di atti vandalici, rappresenta in maniera emblematica la condizione di chi abita questa terra. Una città dove il futuro sembra difficile da costruire e che inevitabilmente porta tanti giovani ad emigrare per studio o lavoro. Ma, quella valigia, è sempre pronta a fare ritorno a casa perché il richiamo di Foggia resta indelebile nel cuore di chi è “costretto” a lasciarla.
Statua Viaggiatore
Statua del “Viaggiatore”
Il Viale della stazione, che a breve percorrerò, rappresenta uno spaccato importante di tutta la realtà foggiana. Perché se da un lato, con il nodo intermodale, la città sembra aprirsi ad accogliere visitatori, figli, curiosi e turisti; poco più avanti, il degrado del quartiere-ghetto mostra tutte le difficoltà di un’accoglienza non trasformatasi in integrazione.
Nodo Intermodale
Nodo Intermodale
Ma, camminando lungo Viale XXIV Maggio mi rendo conto di un’altra triste realtà: quello che un tempo era uno dei viali principali dello shopping, oggi può contare su pochissime attività commerciali “superstiti”. La causa? Il giro di estorsioni che silenziosamente sta radendo al suolo l’economia del Capoluogo Dauno. Passeggiando, noto tra i passanti, diffidenza mista a paura.
Arrivo così al Palazzo dell’Acquedotto costruito nel 1926 dall’ingegnere Cesare Brunetti seguendo uno stile liberty. Presenta due ingressi, uno in via Scillitani, dove c’è il primo palazzo e uno in via Isonzo, dove c’è il secondo palazzo. Essi si uniscono formando un triangolo, all’interno del quale vi è un cortile. Il palazzo, oltre ad affacciarsi sulle vie dove è costruito, si affaccia appunto su viale XXIV Maggio. Il palazzo è costituito da sei piani oltre al piano terra, al terrazzo comune ai due palazzi e al piano sotterraneo. Il palazzo, bianco, è impostato a cortine ed ha numerose decorazioni costruite con il cemento. Ci sono due cupole che si levano dall’incrocio tra via Scillitani e via XXIV Maggio, e dall’incrocio tra via XXIV Maggio e via Isonzo.
Palazzo Acquedotto
Palazzo dell’Acquedotto
Termino qui la mia passeggiata consapevole che il futuro di questa città dipende dalla cura e dall’amore che ognuno di noi saprà donarle.

Valerio Palmieri

Giornalista praticante, laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Foggia. Laureato in Filologia moderna con 110 e lode. Da sempre sono appassionato di scrittura e, dopo varie collaborazioni, da gennaio 2017 sono redattore di Foggia Reporter. Mi occupo principalmente di politica, eventi religiosi e interviste. Sono convinto che la comunicazione digitale sia lo strumento più efficace per attuare quella rivoluzione culturale che tanto bene può fare al nostro territorio locale e nazionale.

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