Cultura e territorio

Viaggio all’interno della Cattedrale di Foggia

La Basilica Cattedrale di Foggia, oltre a rappresentare la casa di tutti i foggiani e il cuore pulsante della Chiesa che è in Foggia dove è presente la Cattedra vescovile, è uno dei monumenti più belli e maestosi che la città possiede. Essa rappresenta un contenitore di capolavori artistici di pregiato valore, purtroppo non conosciuti dai più. Ecco il motivo del tour virtuale (www.diocesifoggiabovino.it/tour/) intrapreso dentro la Chiesa Madre.

Riguardo la sua origine, si potrebbe parlare di due chiese in una sola. Infatti, la prima Cattedrale è quella che oggi conosciamo con il nome di Cripta del Succorpo, edificata nel 1080 per volere di Roberto il Guiscardo duca di Puglia, Calabria e Sicilia. La struttura era finalizzata a custodire il quadro dell’Iconavetere. La Madonna, secondo la tradizione, fu ritrovata da un pastore in un pantano lì dove ora sorge Piazza del Lago. La Vergine era ricoperta da sette Veli e custodita all’interno di una teca rettangolare che presentava un foro ovale in corrispondenza del volto della Madonna. I pastori, prima del ritrovamento, furono attratti da tre fiammelle che si sollevarono dall’acqua. Nel 1172 sulla cripta fu eretta una Chiesa più grande, per volere di Guglielmo il Buono. Si trattò di un capolavoro dell’arte romanica che in seguito ai vari interventi di ristrutturazione, in particolare quello successivo al terremoto del 1731, vide confluire tracce di barocco e rococò.

Madonna Dei Setteveli
Madonna Dei Setteveli

Guardando gli esterni, la Cattedrale presenta una facciata a cinque archi nella parte inferiore. Il centrale ospita il portale. La parte superiore, modificata ha perso il suo aspetto romanico, pur conservando tuttavia tracce di un antico rosone racchiuso da un’arcata che cadeva su due coppie di colonnette. Ai lati vi sono altre arcate che caratterizzano la parte inferiore. Sul lato sinistro, compare la porta di San Martino, con il suo arco a sesto acuto che rappresenta uno degli ingressi secondari.

L’interno, invece, per quanto riguarda la cripta, presenta tre navate su colonne basse ricoperte da volte a crociera gotiche i cui capitelli portano la firma dello scultore napoletano Nicola Bartolomeo, risalenti al 1200. L’attuale impianto custodisce l’urna del Cristo morto. La Chiesa superiore, si presenta con un’unica navata a croce latina che termina con l’altare maggiore settecentesco in marmi policromi ai cui lati sono posizionati due grandi angeli in marmo, opera di Sanmartino. Lo stile settecentesco è evidente anche negli altri altari che decorano le cappelle. Alla destra del presbiterio, sorge la cappella dove è custodita l’Iconavetere. Degno di nota, infine, il grande Crocifisso realizzato dal chierico milanese Pietro Frasa nel 1678. Egli, che morì a soli 33 anni, è sepolto proprio sotto il crocifisso nella cappella alla sinistra dell’altare maggiore. La sua opera si differenzia dai classici crocifissi. Infatti, il corpo del Cristo oltre ad essere disposto su una posizione più inclinata per trasmettere il dolore delle torture, è cosparso totalmente da piaghe e ferite. Tante sono le legende legate a quest’opera, ma quello che conta è il simbolo che rappresenta.

Crocifisso
Crocifisso

Termina qui il breve viaggio all’interno della Basilica Cattedrale. Non resta che visitarla con la giusta attenzione e curiosità.

Valerio Palmieri

Giornalista praticante, laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Foggia. Laureato in Filologia moderna con 110 e lode. Da sempre sono appassionato di scrittura e, dopo varie collaborazioni, da gennaio 2017 sono redattore di Foggia Reporter. Mi occupo principalmente di politica, eventi religiosi e interviste. Sono convinto che la comunicazione digitale sia lo strumento più efficace per attuare quella rivoluzione culturale che tanto bene può fare al nostro territorio locale e nazionale.

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