Verde pubblico, il TAR annulla la gara. Fratelli d’Italia Foggia: «Sconfitta politica del campo largo»

FOGGIA – «La sentenza con cui il TAR Puglia annulla la gara per la manutenzione del verde orizzontale e verticale è una sconfitta politica per il campo largo, prima ancora che amministrativa», dichiara Fratelli d’Italia Foggia che spiega: «Prima di entrare nell’analisi tecnica del bando, e al netto di quanto emergerà nel merito, la prima richiesta è politica: le dimissioni della Vicesindaca e assessore all’Ambiente Lucia Aprile. Così attiva sui social quando si tratta di bacchettare i cittadini alle prese con i cassonetti intelligenti, tra aperture che non funzionano, griglie strette e informazione carente, quanto assente nel garantire efficienza del servizio soprattutto sulla manutenzione del verde pubblico. Basta fare un giro per la città per vedere erbacce dappertutto, impianti di irrigazione che non funzionano e un servizio che non riesce a coprire adeguatamente tutte le zone. A ciò si aggiunge la questione dei lavoratori, ai quali esprimiamo la nostra vicinanza, soprattutto alla luce della promessa, rimasta disattesa, di aumentare le ore lavorative». Le motivazioni dell’annullamento restituiscono l’immagine di un’Amministrazione senza visione del servizio e, soprattutto, senza programmazione. La Sindaca avrebbe dovuto tutelare l’interesse dei cittadini e il bene della città. Scelta infelice, secondo il partito, la suddivisione in quattro lotti: l’assessore Aprile la descriveva non come un frazionamento, ma come lo strumento per garantire interventi contemporanei e ricostituire una sorta di «giardiniere di quartiere», con copertura ordinaria e straordinaria in tutte le zone. Parole che poco hanno a che vedere con l’articolo 58 del Codice degli appalti pubblici, che consente la divisione in lotti per ragioni logiche, economiche e tecniche, ad esempio per aprire la gara alle piccole imprese del territorio e aumentare la concorrenza. Nei fatti, dei quattro lotti uno soltanto è andato a un’azienda locale, mentre gli altri sono finiti a imprese fuori provincia. In gioco c’è un contratto biennale che, con l’estensione di altri due anni prevista dal bando, supererebbe gli 8 milioni di euro: molti soldi dei foggiani per un servizio di sola manutenzione, senza alcun investimento sul verde pubblico. Eppure Foggia è tra le città con meno verde, con 9 metri quadrati per abitante e 14 alberi ogni 100 abitanti (dati ISTAT 2025). Per questo Fratelli d’Italia ha presentato un’interpellanza che chiedeva all’Amministrazione un impegno sul Piano del caldo con la necessità di  prevedere un Piano del verde che tenga conto delle reali esigenze dei cittadini. «Dividere la città in quattro lotti, oltre a non essere in linea con il Codice degli appalti pubblici, non garantisce nemmeno la corretta esecuzione dei lavori, perché rischia di generare conflitti e disfunzioni», aggiungono. Il caso mette inoltre a nudo il fallimento della stazione unica appaltante, nella quale gli atti li confeziona il Comune e alla Provincia spetta soltanto eseguire quanto già deciso. L’incapacità della struttura burocratica comunale e provinciale produrrà ora altro tempo perso tra ricorsi e controricorsi, dal TAR al Consiglio di Stato fino agli altri gradi di giudizio. Servono scelte chiare, non improvvisazione: la città merita una manutenzione ordinaria efficiente e, finalmente, una strategia per rendere Foggia più verde, vivibile e all’altezza delle altre città. Un pasticcio che suggella l’incapacità amministrativa della sinistra, incapace perfino dell’elementare controllo sugli atti amministrativi.

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