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Università, la Puglia cresce nel Ranking Shanghai 2026: in classifica UniBa e Salento, ma Foggia resta invisibile

Università, la Puglia della ricerca corre a due velocità: UniBa e UniSalento promosse a pieni voti, mentre via Gramsci paga i rigidi criteri globali.

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FOGGIA – La pubblicazione dell’Academic Ranking of World Universities (ARWU) 2026 restituisce una fotografia a due velocità per il sistema accademico della Puglia. Se da un lato la regione consolida la propria presenza nella “Top 1000” globale con tre istituti di riferimento, dall’altro si conferma la pesante esclusione dell’Università di Foggia, rimasta ancora una volta fuori dai radar internazionali. La performance complessiva della ricerca pugliese è guidata stabilmente dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che si conferma il faro accademico della regione. L’ateneo barese mantiene salda la propria posizione nella fascia 401-500 a livello mondiale, posizionandosi tra le prime venti università italiane per impatto scientifico e produttività dei propri ricercatori.

La vera novità dell’edizione 2026 è il riscatto dell’Università del Salento. Dopo essere rimasto escluso nelle ultime edizioni, l’ateneo di Lecce compie un importante balzo in avanti e rientra ufficialmente nella Top 1000, andandosi a posizionare nella fascia 801-900. Una spinta legata all’aumento delle citazioni e alla qualità della produzione scientifica nell’ultimo anno. Segno opposto, invece, per il Politecnico di Bari, che pur restando nel club dei mille atenei d’eccellenza subisce una flessione, scivolando nella fascia 701-800. A fare da contraltare ai successi di Bari e Lecce è l‘assenza dell’Università di Foggia, non censita nel report. L’esclusione dell’ateneo dauno apre un dibattito sulla capacità della struttura di intercettare i rigidissimi parametri di valutazione della Shanghai Consultancy, orientati quasi esclusivamente sulla ricerca d’élite (come la presenza di docenti altamente citati o pubblicazioni su Nature e Science). Nonostante UniFg registri buoni posizionamenti in specifiche classifiche di settore (come le discipline agroalimentari e mediche nel Global Ranking of Academic Subjects), la mancanza di una massa critica di pubblicazioni a forte impatto globale ne frena l’ingresso nella classifica generale, limitandone la visibilità internazionale rispetto alle consorelle regionali.

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