Tre milioni in Italia: il 15% delle donne ha subito violenza prima dei 16 anni

Il report Istat 2025 "Violenza contro le donne dall'infanzia all'età adulta" fotografa un'emergenza nazionale. Tra le straniere l'11,4%, tra le rifugiate il 22,4%. Quasi sempre l'autore è conosciuto, spesso in famiglia

Tre milioni. È questo il numero che l’Italia non può più permettersi di ignorare.

Secondo il nuovo report Istat “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – Anno 2025“, pubblicato oggi, il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni – circa 3 milioni – ha subito almeno una violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. Tra le donne straniere della stessa età la percentuale è dell’11,4%, oltre 244 mila donne.

Il dato più drammatico riguarda le donne rifugiate: tra loro ha subito violenza prima dei 16 anni più di una su cinque, il 22,4%, pari a 7.260 donne.

Non sono numeri astratti. Sono bambine. E la violenza, dice l’Istat, non arriva quasi mai da uno sconosciuto per strada. Arriva da persone conosciute, dentro la cerchia familiare, dentro casa.

Nel dettaglio, l’8,2% delle italiane – poco meno di 1 milione e 650 mila – e il 3,4% delle straniere hanno subito almeno una violenza sessuale prima dei 16 anni.

C’è un dato che va letto con attenzione: rispetto alla precedente indagine del 2014, le violenze sessuali subite prima dei 16 anni sono in diminuzione dal 10,6% al 7,8%. Non è quindi vero che tra le più giovani i numeri stanno crescendo: stanno calando, ma restano spaventosi.

Quello che resta intatto è il muro del silenzio. È il dato che attraversa tutte le indagini Istat da anni: quasi 6 donne su 10 che hanno subito violenza da bambine non ne hanno mai parlato con nessuno. E quando l’età più colpita è quella tra gli 11 e i 16 anni, il silenzio non è una scelta. È una condanna.

Perché una bambina che non trova le parole, che non trova un adulto che la ascolti, diventa una donna che cresce con quella ferita. È così che si condanna un’intera generazione.

Tre milioni di donne non sono un’emergenza del passato. Sono il presente con cui dobbiamo fare i conti, in ogni scuola, in ogni ambulatorio, in ogni tribunale.

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