Trash Challenge Foggia: i volontari ripuliscono le fioriere dei giardini di parco Miranda

Volontari: "Non è possibile lasciare che la città versi in questo degrado"

Foggia Reporter

Foggia – Sabato 8 giugno, nel torrido caldo foggiano, mentri molti erano al mare o in piscina, per la settima volta, i volontari della TrashChallenge Foggia hanno fatto sentire la propria voce. Numerose le segnalazioni ricevute in merito allo stato di degrado di Parco Volontari della Pace (piazza Libanese) e dei giardini accanto alla piazza.

“Casualmente, la mattina stessa dell’incontro, piazza e giardini sono stati ripuliti. Carta, plastica e bottiglie di vetro che ricoprivano il manto erboso, spariti d’un colpo. Ottima notizia! La concentrazione dei volontari è allora ricaduta sulle fioriere che separano i giardini di parco Miranda, dalle trafficate corsie di Viale I Maggio: erbacce ormai seccate dal sole cocente e lasciate con indifferenza nei grandi vasi, nascondevano e mescolavano nel terreno rifiuti di ogni genere e dimensione.

Carta, bottiglie di vetro, pile usate, siringhe, un braccio di poltrona, resti del semaforo adiacente, di un cono spartitraffico e altro!”, si legge nella pagina Facebook dell’iniziativa made in Foggia.

Le fioriere costeggiano una fermata dell’autobus ed è stato facile notare come manchi del tutto un cestino per i rifiuti, motivo per il quale chi aspetta il bus si sente autorizzato a gettare spazzatura tra le erbacce.

Le cunette adiacenti alla strada, non “contenevano” solo gli alberi, ma anche piante cresciute spontaneamente alte talvolta più di un metro! Ovviamente queste piante finivano parzialmente sull’asfalto della corsia esterna del viale percorso quotidianamente da chissà quante automobili.

“Le situazioni da denunciare sono innumerevoli e ci rendiamo conto sempre più che non è possibile lasciare che la città versi in questo degrado. Abbiamo tutti una coscienza e la capacità di capire che la città rappresenti ognuno di noi. È così che vogliamo apparire agli occhi degli altri? Ai nostri stessi occhi?”, aggiungono.

Ogni oggetto ritrovato ci rappresenta, rappresenta le nostre abitudini, la nostra indifferenza, la nostra maleducazione. Ci vuole coraggio per guardare in faccia la realtà e dire “a questo degrado io non ci sto”.