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Traffico di rifiuti dalla Campania alla Capitanata: 19 arresti

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Per anni tonnellate di rifiuti sarebbero finite tra campagne, uliveti, cave dismesse e capannoni abbandonati del Foggiano e della Bat, trasformando una parte della Puglia in una enorme discarica abusiva. È quanto emerge dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari che ha portato a 19 misure cautelari tra Puglia, Campania e Lazio.

Secondo gli investigatori, rifiuti speciali, scarti industriali e materiale urbano provenienti soprattutto dalla Campania sarebbero stati trasportati illegalmente nelle campagne tra Cerignola, Lucera e San Severo grazie a documenti falsi e classificazioni alterate. In alcuni casi i rifiuti sarebbero stati persino incendiati durante la notte. Un sistema che avrebbe trasformato intere aree della regione in una gigantesca discarica a cielo aperto.

Il coordinatore della Dda di Bari, Giuseppe Gatti, ha parlato di organizzazioni criminali capaci di rigenerarsi nonostante arresti e inchieste, sottolineando come il Foggiano continui a rappresentare “l’epicentro di una realtà criminale strutturata” legata anche alla gestione illecita dei rifiuti.

Gli investigatori hanno individuato 64 siti di sversamento tra terreni agricoli e aree di pregio ambientale, compreso il Parco dell’Alta Murgia. “L’ambiente violentato, profondamente offeso e intaccato”, ha detto Gatti descrivendo gli effetti di un business illecito che avrebbe garantito profitti milionari scaricando tonnellate di rifiuti nel territorio pugliese.

rodi garganico carabinieri

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