Terapia cognitivo-comportamentale per i bambini, il M.E.D.A. Puglia chiede interventi alle istituzioni

FOGGIA – Il Movimento Europeo Diversamente Abili (M.E.D.A.) Puglia sollecita interventi per garantire ai minori un accesso equo alla terapia cognitivo-comportamentale (TCC). La responsabile regionale, l’avvocata Miriam Ventura, rilancia l’appello di una famiglia della provincia di Foggia che, secondo quanto riferito dal movimento, non sarebbe riuscita a ottenere il trattamento attraverso il Servizio sanitario regionale, nonostante la prescrizione ricevuta in una struttura pubblica. La famiglia sarebbe stata costretta a valutare prestazioni private, con costi ritenuti insostenibili. Una vicenda che, secondo il M.E.D.A., pone interrogativi sulle possibilità di accesso alle cure e sulle differenze tra territori.
Il movimento ha quindi chiesto al presidente della Repubblica, al Governo e al ministro della Salute di valutare l’inserimento della TCC in età evolutiva nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), per garantire criteri uniformi sul territorio nazionale. Al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e al direttore generale della Asl Foggia ha proposto l’apertura di un tavolo tecnico per analizzare il fabbisogno e individuare soluzioni. Sollecitato anche il coinvolgimento della Prefettura di Foggia.
«Non chiediamo un privilegio, ma il rispetto di una prescrizione medica emessa da medici dello Stato all’interno di una struttura pubblica. Un bambino pugliese deve poter avere le stesse opportunità di cura di un bambino residente in qualsiasi altra regione. La salute non può dipendere dal CAP», dichiara Ventura, richiamando i principi costituzionali di uguaglianza e tutela della salute. Il M.E.D.A. Puglia si è infine detto disponibile a sostenere la famiglia sul piano legale e istituzionale e a mettere a disposizione la documentazione necessaria, nel rispetto della riservatezza. (foto miodottore.it)

