Dal Gargano alle aule istituzionali più importanti d’Europa e d’Italia. Dopo la tappa al Parlamento Europeo di Bruxelles nel 2018, lo scorso 16 aprile il progetto delle Mulieres Garganiche è arrivato anche al Parlamento Italiano, segnando un nuovo capitolo nel percorso di un gruppo che ha saputo trasformare la musica popolare in un potente veicolo di riscatto sociale, emancipazione e contrasto alla violenza di genere.
Nato a San Giovanni Rotondo per intuizione della musicista e ricercatrice Valentina Latiano, l’ensemble è composto interamente da donne. Il loro obiettivo primario è stato fin da subito chiaro: scardinare lo stereotipo della donna meridionale del passato, storicamente raccontata come figura passiva o confinata al ruolo di spettatrice – colei che “stava affacciata al balcone a ricevere la serenata”. Ricerche e dati alla mano, le Mulieres Garganiche hanno dimostrato il ruolo cruciale, attivo e faticoso che le donne svolgevano nel mondo agro-pastorale e nella transumanza garganica, restituendo loro il giusto valore storico.

La vera rivoluzione sta anche nella scelta degli strumenti. Il gruppo imbraccia chitarra battente, organetto, ciaramella e zampogna: oggetti musicali che la tradizione ha quasi sempre riservato agli uomini. Vedere Valentina Latiano e le sue collaboratrici esibirsi come “zampognare” in totale autonomia scardina secoli di consuetudini patriarcali, trasformando il ritmo della tradizione in un’affermazione di indipendenza.

Questo impegno ha portato la formazione a essere una presenza costante in rassegne civiche, eventi istituzionali e manifestazioni contro la violenza sulle donne, in particolare attorno alla data del 25 novembre. Nel corso degli anni il loro lavoro ha ottenuto importanti riconoscimenti: dal premio “La Zampogna è Donna” nel 2017 alla nomina di “Ambasciatrici della Tradizione popolare Garganica” a Bruxelles nel 2018, fino all’esibizione al cospetto di Papa Francesco, che ha sottolineato come il gruppo abbia aperto “un capitolo nuovo nella storia della musica di tradizione”.

Il recente approdo al Senato il 16 aprile 2026 conferma il valore di un progetto che affronta la violenza di genere agendo sulle sue radici culturali, restituendo alle donne dignità, voce e protagonismo attraverso la forza della musica.
