Talento e Inclusione: conclusa la IV edizione de “Il mio Giorno da Chef”

Non è stata solo una gara tra fornelli, ma una celebrazione del coraggio, della dignità e del diritto di ogni essere umano a trovare il proprio posto nel mondo. Si è svolta il 14 maggio 2026, la finale della quarta edizione de “Il mio Giorno da Chef”, l’iniziativa nata dall’intuizione di Serafino Graziano Leuzzi, presidente dell’APS “Gli Amici di San Pio”.

Dieci finalisti si sono misurati con l’insidia della “Mystery Box”, trasformando ingredienti a sorpresa in piatti gourmet sotto l’occhio attento di una giuria tecnica. I criteri di valutazione — gusto, creatività, presentazione, autonomia e gestione del tempo — sono stati il metro per misurare non solo la bravura culinaria, ma soprattutto il percorso di riscatto dei partecipanti.

Protagonisti attivi della giornata sono stati i ragazzi del “Papillon verde” del Centro polivalente “Emma Francavilla”, che hanno gestito l’accoglienza e partecipato operativamente alla gara, dimostrando come l’integrazione professionale sia una realtà concreta e possibile.

L’edizione di quest’anno è stata segnata da una profonda commozione per la scomparsa di Gianni Armiento, storico presidente dell’associazione NOI.

“Non si può abbandonare una nave quando ci sono persone che credono ancora nella rotta,” ha dichiarato con forza Graziano Leuzzi. “Oggi riprendo quel timone per portare avanti il sogno di Gianni. Trasformeremo questo progetto in un’iniziativa di respiro nazionale, toccando ogni regione d’Italia”.

Anche Michele Petruzzi (Associazione NOI) ha voluto rendere omaggio al fondatore scomparso: “Gianni è stato un padre e un fratello per tutti noi. Ci ha insegnato l’umiltà e la gentilezza. Promettiamo che andremo avanti e andremo lontano”.

L’evento ha visto la partecipazione di figure di rilievo nel campo della tutela dei diritti. Vincenzo Falabella, presidente nazionale FISH, in videoconferenza, ha sottolineato l’importanza di far valere i diritti delle persone con disabilità. Antonio Giampietro (garante regionale diritti persone con disabilità). Ha lodato l’iniziativa per la sua capacità di valorizzare le competenze individuali mettendole al servizio della comunità. “Gareggiare qui significa sviluppare ciò che ognuno di noi sa fare,” ha dichiarato Giampietro.

Al di là della premiazione, ciò che resta della giornata odierna è il messaggio politico e sociale lanciato da Leuzzi: la difesa dei diritti non deve essere uno slogan, ma una responsabilità quotidiana che richiede coerenza e verità.

“Il mio Giorno da Chef” si conferma così non come una semplice kermesse gastronomica, ma come una storia collettiva fatta di coraggio, dove la fragilità della vita viene trasformata in una forza inarrestabile. “Senza odio, senza rabbia, ma con quella profonda umanità che resta l’unica guida possibile verso la vera giustizia sociale” conclude Leuzzi.

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