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Spotify, la piattaforma di streaming che ha cambiato il settore della musica

Spotify non ha ormai bisogno di presentazioni: è una delle applicazioni più scaricate al mondo, è senza dubbio una delle piattaforme streaming di musica più usate.  Scopriamo come è nato, come si è evoluto e quali sono le sue caratteristiche.

Correva l’anno 2006 Daniel Ek, conosciuto per essere l’ex CTO di Stardoll e Martin Lorentzon – cofondatore di TradeDoubler – desidero vita in Svezia, a Stoccolma, all’applicazione che con il passare degli anni sarebbe diventata la loro fortuna e che sarebbe stata lanciata ufficialmente sul mercato soltanto due anni più tardi, precisamente il 7 ottobre 2008. Ad oggi l’azienda madre si trova in Inghilterra, a Londra, ed è la Spotify Ltd. Preso la sede di Stoccolma, invece, continuano ad avvenire le attività di ricerca e di sviluppo presso la Spotify AB.

L’azienda svedese conta circa 7096 dipendenti, un fatturato di 4,09 miliardi di dollari e più di 70milioni di utenti abbonati sparsi per tutto il mondo. Nel corso degli anni, infatti, Spotify ha raggiunto gli Stati Uniti d’America, quasi tutti i Paesi dell’Europa tra cui l’Italia nel 2013, in concomitanza con il Festival di Sanremo, il Messico e più di 30 nazioni. Nel 2021 è stato lanciato anche nella Corea del Sud.

Come godere dell’esperienza di Spotify

Il servizio di streaming on demand di musica è usufruibile sia in versione gratuita sia in versione a pagamento. Sono sempre di più, infatti, gli utenti che usano l’app per Android, in particolar modo la versione di Spotify gratis per Android. Questa è possibile godendo di una sottoscrizione del servizio accedendo tramite un account Spotify o Facebook, tramite il quale si può ascoltare musica di quantità illimitata previa la visione di pubblicità sia visiva sia simile al genere radiofonico. La pubblicità, di fatto, può essere skippata solo sei volte per ora. Dopodiché, sforato il numero imposto, l’applicazione non concede di passare avanti con la riproduzione dei brani fino all’ora successiva.

La versione Premium, invece, concede all’utente la possibilità all’utente di ascoltare musica illimitata senza l’interruzione di inserzioni pubblicitarie. Sono sbloccate, inoltre, altre funzioni aggiuntive come lo streaming fino a 320 KB/s e l’accesso offline alla musica e le applicazioni mobili.

Per usufruire della versione Spotify Premium bisogna creare degli abbonamenti  oppure con un account PayPal residenti in certi Paesi oppure attraverso il circuito Paysafecard.

Chi usa Spotify gratis per Android lo fa a parte dal 28 maggio 2009. Prima di tale data è impossibile, perché proprio in questa occasione l’applicazione di Spotify per Android è stata confermata da Google I/O. Ad oggi è facilmente scaricabile da ogni AppStore.

L’applicazione permette di accedere a diverse selezioni di brani provenienti da diverse case discografiche ed etichette indipendenti come EMI, Universal, Sony, Warner Music Group e tante altre di portata mondiale. Le track possono essere cercate tramite una ricerca diretta o attraverso la selezione di tracklist, album discografici e artisti musicali. Si possono, inoltre, creare delle playlist personalizzate o accedere ad altre già generate dall’applicazione in base ai generi musicali e alle hit in tendenza.

Chi usa Spotify gratis per Android lo fa a parte dal 28 maggio 2009. Prima di tale data è impossibile, perché proprio in questa occasione l’applicazione di Spotify per Android è stata confermata da Google I/O. Ad oggi è facilmente scaricabile da ogni AppStore.

Uno dei punti forti di Spotify è sicuramente l’interattività tra applicazioni e persone. Ogni utente, infatti, può creare un proprio podcast e una propria playlist da condividere e modificare di concerto con gli altri utenti. Spotify, inoltre, possiede anche l’opzione Radio. Quest’ultima riproduce playlist generate in modo casuale in base a generi e periodi storici designati dall’utente. La funzione Artist Radio, quindi, fornisce informazioni biografiche e curiosità sugli artisti e sui grandi successi presenti nella tracklist. L’applicazione, inoltre, è collegata ai social network Facebook e Twitter. Se si possiede un account è possibile accedere alle playlist degli amici ed è possibile condividere le tracce musicali sulle proprie bacheche.

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Redazione

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