
ROMA – Dure critiche ai Comuni sul tema della sicurezza urbana da parte del deputato foggiano di FdI Giandonato La Salandra, intervenuto dopo l’approvazione alla Camera della riforma della Polizia Locale.
Secondo il parlamentare, il provvedimento del Governo Meloni rappresenta “un passo atteso da quasi quarant’anni” perché definisce con chiarezza ruoli e competenze tra Stato e amministrazioni locali. “La sicurezza primaria resta competenza dello Stato e delle Forze di Polizia nazionali – ha spiegato – mentre quella urbana integrata riguarda direttamente i Comuni, i sindaci, il decoro urbano, il controllo del territorio e la vivibilità delle periferie”.
La Salandra ha poi puntato il dito contro le amministrazioni locali, accusate di scaricare responsabilità: “Non è più accettabile assistere a silenzi o ambiguità mentre cittadini e commercianti chiedono risposte concrete. I Comuni devono smettere di nascondersi dietro alibi politici”.
Nel suo intervento, il deputato ha evidenziato le principali novità della riforma: accesso diretto alle banche dati SDI e CED, integrazione nel NUE 112, formazione uniforme a livello nazionale, bodycam e maggiori tutele operative e previdenziali per gli agenti di Polizia Locale.
“La riforma – ha concluso – punta sulla collaborazione istituzionale. Lo Stato farà la sua parte, ma ora anche i Comuni devono utilizzare fino in fondo gli strumenti a disposizione per garantire sicurezza, legalità e qualità della vita”.

