Settimana Medievale 2026, Orizzonti Futuri attacca il Comune di Lucera: «Dubbi sulla gestione dei 30mila euro e sulla trasparenza degli atti»

Il movimento civico contesta la procedura adottata dall’amministrazione Pitta per il finanziamento dell’evento e solleva interrogativi su contributo pubblico, gestione degli incassi, conflitto di interessi e applicazione delle norme anticorruzione.

È sulla gestione amministrativa ed economica della Settimana Medievale 2026 che il movimento civico di Lucera Orizzonti Futuri accentra una nuova denuncia di natura prevalentemente politica, senza che – almeno per quanto emerge dal comunicato – siano state contestualmente annunciate iniziative nelle sedi istituzionali competenti.
Nella nota diffusa nelle scorse ore, la segreteria del movimento sostiene di aver rilevato, attraverso l’analisi degli atti comunali approvati tra la fine di luglio e l’inizio di agosto scorsi, «un gravissimo vizio amministrativo» nella procedura adottata dall’amministrazione comunale. Definito come «un tentativo di far passare come “autonoma erogazione liberale” quello che nei fatti è un servizio pubblico interamente governato, finanziato e presidiato dal Comune».

«Siamo di fronte ad un appalto mascherato tramite il quale sono stati omessi i sistemi di vigilanza imposti dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC)», aggiunge il gruppo civico.

I 30mila euro di compartecipazione

Il fulcro della contestazione riguarda innanzitutto la gestione economica delle casse comunali. In questo caso i 30mila euro di compartecipazione destinati all’APS Cinque Porte Storiche, associazione coinvolta nell’organizzazione dell’evento. La somma è stata stabilita con la delibera di Giunta n. 149 del 28 luglio 2026. Secondo quanto emerge dall’atto di indirizzo, il progetto prevedeva una spesa complessiva pari a 54.500 euro. L’associazione, inizialmente, avrebbe richiesto al Comune un contributo di 35mila euro, per arrivare infine alla compartecipazione pubblica di 30mila euro.

Possibile conflitto di interessi?

Il movimento, inoltre, pone l’attenzione sulla governance dell’associazione. Fino al 10 giugno scorso, l’APS risultava composta dall’allora presidente Giovanni Finizio (nel frattempo eletto consigliere comunale), dall’allora vicepresidente Giovanni Turco, dalla segretaria Gemma Pittari e della tesoriera Rosaria Maldera. L’11 giugno si sarebbe quindi registrato il passaggio di testimone alla guida dell’associazione: Turco avrebbe assunto la presidenza, definito in quel frangente dallo stesso Finizio come «presidente pro tempore», mentre Maria Pia Goduto sarebbe stata inquadrata nel ruolo di vicepresidente.

Come sottolineato nel comunicato, però, «a pagina 2 della Delibera di Giunta viene citata una nota fondamentale: la prima richiesta del progetto per la “Settimana Medievale 2026” è stata presentata dall’Associazione con la nota prot. n. 1209 del 12/01/2026».
Un passaggio che, secondo Orizzonti Futuri, meriterebbe particolare attenzione riguardo ai rapporti tra l’associazione e la politica locale. Il movimento richiama infatti la normativa sul conflitto di interessi, citando l’articolo 6-bis della legge 241/1990, e sostiene che la precedente presenza di un consigliere di maggioranza all’interno dell’associazione, seguita dalla sua permanenza nel percorso associativo, rappresenterebbe un elemento da chiarire sotto il profilo dell’imparzialità amministrativa.

Del resto, nonostante le dimissioni da presidente, il consigliere Finizio ha continuato a prendere parte attivamente alla realizzazione del progetto medievale dell’associazione Cinque Porte anche per l’edizione di quest’anno, presentandosi nel ruolo, piuttosto generico, di “direttore creativo“.

I 15mila euro di anticipo

Al centro delle critiche c’è poi la tempistica dei provvedimenti. L’impegno di spesa sarebbe stato assunto dal dirigente ad interim del I Settore, dott. Gianluigi Caso, con la determina n. 139 del 31 luglio. Appena tre giorni dopo, il 3 agosto, lo stesso dirigente avrebbe disposto, con la determina n. 142, la liquidazione del primo acconto di 15mila euro, pari al 50% del contributo.

Orizzonti Futuri contesta in particolare l’assenza, a suo dire, di una garanzia fideiussoria a tutela dell’ente in relazione all’anticipo, «uno strumento previsto dalla normativa, che serve per tutelare l’Ente per ritirare i fondi pubblici in caso di mancata rendicontazione». «Ciò significa che sono state versate somme pubbliche “su fiducia” esigendo solo una polizza per danni generici e lasciando l’Ente esposto a un evidente rischio di danno erariale», sostiene il movimento.
Secondo Orizzonti Futuri, questa circostanza esporrebbe il Comune a un rischio che dovrebbe essere verificato sotto il profilo amministrativo e contabile.
Altre perplessità vengono sollevate sulla determina n. 142. Il movimento evidenzia che nel provvedimento non sarebbe indicato il nome del legale rappresentante dell’associazione, nonostante nello stesso atto venga richiamata una dichiarazione relativa al DURC e alla presunta assenza di attività d’impresa.

«Poiché il nome del firmatario privato è omesso, gli uffici comunali hanno potuto scrivere a cuor leggero che “non sussistono conflitti di interesse” riferendosi solo a se stessi, ignorando chi fosse la controparte».
Da qui una serie di interrogativi posti pubblicamente da Orizzonti Futuri: «Ci chiediamo chi ha firmato l’autocertificazione sul DURC? Nella determina n. 142 si dice che il Legale Rappresentante ha autocertificato all’ente che non deve presentare il DURC perché non svolge attività d’impresa. Chi si è assunto la responsabilità legale e penale (ex DPR 444/2000) di questa dichiarazione?

E ancora: chi gestisce il conto corrente del bonifico? Nella determina n. 142 si ordina all’Ufficio Ragioneria di effettuare un bonifico sul codice IBAN comunicato dall’Associazione. Anche in questo caso, non viene specificato chi sia il delegato a operare su quel conto».

Secondo il movimento, il Comune di Lucera eroga acconti di denaro pubblico a soggetti privati senza nominarli nei provvedimenti di liquidazione, «impedendo il controllo diffuso dei cittadini». Un’omissione «che appare quantomeno “opportuna” per non far emergere la fitta rete di collegamenti tra l’associazione beneficiaria e il consigliere di maggioranza, che ha guidato il sodalizio fino a pochissimi giorni prima».

I servizi garantiti dal Comune

Il movimento contesta anche le modalità con cui sarebbe stata organizzata la manifestazione. Secondo quanto riportato nel comunicato, il Comune avrebbe garantito direttamente diversi servizi: fornitura dei bagni chimici, sfalcio dell’erba all’interno della Fortezza, del Palatium e dell’Anfiteatro tramite i propri servizi tecnici, pulizia straordinaria delle strade in occasione del corteo e disponibilità del palco comunale, comprese le modalità di trasporto e sicurezza.

Per Orizzonti Futuri, la presenza di un così consistente intervento pubblico, sommata al contributo economico, renderebbe necessario chiarire quale sia l’effettiva natura del rapporto tra l’amministrazione e l’associazione organizzatrice.
Il movimento parla infatti di una gestione che, a suo giudizio, potrebbe configurarsi come un servizio sostanzialmente organizzato e sostenuto dal Comune, pur essendo formalmente qualificato come erogazione liberale.

Il ticket per entrare nella Fortezza
Un altro punto contestato riguarda l’accesso al Villaggio Medievale allestito nella Fortezza dal 7 al 9 agosto.

La delibera di Giunta avrebbe autorizzato l’associazione ad applicare un «contributo simbolico all’ingresso», destinato a sostenere le proprie attività istituzionali. Lo stesso provvedimento, secondo quanto sottolineato dal movimento, ammetterebbe che l’utilizzo del sito avviene «in assenza di un Regolamento in merito all’impiego di questo sito».

È proprio sul meccanismo di gestione degli incassi che Orizzonti Futuri concentra una delle proprie principali contestazioni, definendolo «un vero e proprio “falso rimborso” a posteriori». Secondo la ricostruzione del movimento, gli incassi dei ticket sarebbero stati rendicontati dall’associazione e riversati al Comune soltanto nel caso in cui i costi complessivi dell’evento fossero risultati già integralmente coperti dal contributo pubblico.

In altre parole, sostiene il movimento, qualora le spese rendicontate raggiungessero o superassero i 30mila euro di contributo, gli incassi derivanti dai biglietti rimarrebbero all’associazione, «lasciando zero euro al Comune».
Una situazione che Orizzonti Futuri considera particolarmente discutibile, dal momento che, secondo la sua ricostruzione, «i cittadini finanziano l’organizzazione dell’evento attraverso le risorse comunali, mettono a disposizione servizi e strutture pubbliche e successivamente devono pagare un ulteriore ticket per accedere al monumento».

Il nodo ANAC e il Codice dei contratti

Il capitolo forse più delicato della denuncia riguarda infine la qualificazione giuridico-amministrativa dell’operazione.
Orizzonti Futuri sostiene che l’insieme delle prestazioni e delle attività garantite dal Comune avrebbe richiesto una verifica approfondita dell’applicabilità del Codice dei contratti pubblici e dei relativi obblighi di tracciabilità e controllo, compreso il sistema CIG.

Secondo il movimento, invece, la procedura sarebbe stata inquadrata come «erogazione liberale», evitando così – questa la tesi contenuta nel comunicato – l’attivazione dei sistemi di controllo obbligatorio previsti dall’Autorità Anticorruzione che normalmente accompagnano un rapporto di natura contrattuale con soggetti e fornitori. «Questa scelta ha sottratto l’intera impalcatura organizzativa della “Settimana Medioevale” ai controlli di trasparenza preventiva e successiva previsti dalle norme nazionali contro l’opacità amministrativa», ha affermato il movimento.

Si tratta, va specificato, di una valutazione politica e amministrativa della compagine civica, sulla quale eventuali responsabilità o irregolarità dovranno essere accertate dagli organismi competenti.

«Nessun passaggio in Commissione Cultura»

Orizzonti Futuri critica, inoltre, la mancata discussione della vicenda in Commissione Cultura. Secondo il movimento, il progetto sarebbe arrivato all’approvazione della Giunta senza un preventivo confronto nell’organismo consiliare competente, di cui il consigliere Finizio ricopre il ruolo di Presidente.

«Il Presidente ha preferito non convocare l’organismo da lui presieduto, blindando il finanziamento di 30.000 euro complessivi nel segreto della Giunta in soli tre giorni dall’istruttoria curata dal funzionario Dott.ssa Pierangela Palmieri». 

Una scelta che, a giudizio della formazione civica, avrebbe limitato il confronto politico su un’iniziativa che coinvolge direttamente un bene storico e culturale della città.

Il movimento respinge, infine, anche il richiamo alle linee guida collegate al progetto Lucera Capitale della Cultura di Puglia 2025, sostenendo che la gestione della manifestazione non rappresenterebbe un modello di valorizzazione culturale inclusiva, ma piuttosto «una mera operazione commerciale estiva».

L’annuncio: «Continueremo a vigilare»

Nella parte conclusiva della nota, Orizzonti Futuri annuncia l’intenzione di proseguire l’attività di controllo sugli atti dell’amministrazione comunale, affermando di nutrire «profondi e fondati dubbi» sulla legittimità della procedura.
«Non permetteremo che questo modo di fare venga portato avanti a discapito della trasparenza e dei cittadini», afferma il movimento, annunciando che continuerà a seguire la vicenda sotto il profilo politico e amministrativo.

Il comunicato è firmato dalla segreteria di Orizzonti Futuri: Francesca Niro, Rosalia Nappa e Giada Montuori, e dal consigliere comunale Francesco Aquilano.
Restano ora da verificare, alla luce degli atti integrali e delle eventuali controdeduzioni dell’amministrazione comunale e dell’associazione coinvolta, i diversi profili sollevati dal movimento: dalla natura del contributo alla disciplina dell’accesso alla Fortezza, fino agli aspetti relativi a conflitto di interessi, DURC, tracciabilità e applicabilità del Codice dei contratti pubblici.

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