Costruire un ponte solido tra la scuola, il territorio e le realtà sociali per offrire ai ragazzi un futuro libero dalle dipendenze e dalla criminalità. È questo il cuore del messaggio emerso durante l’incontro formativo “AVVUNITE – Attraversamenti di COMUNITÀ”, svoltosi nella suggestiva cornice del santuario di San Matteo apostolo a San Marco in Lamis.

L’iniziativa, nata dalla forte volontà del dirigente scolastico Luigi Talienti dell’istituto IPEOA “Michele Lecce”, ha dato vita a un momento di confronto intenso e partecipativo con un solo obiettivo importante quello di fare rete. In un’epoca in cui l’isolamento sociale è frequente tra i giovani e crea disagi, unire le forze diventa l’unico modo efficace per contrastare fenomeni pericolosi e dolorosi come le dipendenze e la devianza giovanile.

All’incontro hanno preso parte figure chiave del panorama educativo e sociale del territorio, tra cui i rappresentanti delle comunità terapeutiche e minorili “Art Labor” e “La Perla”, insieme all’associazione “Giovanni Panunzio”, da anni in prima linea nella promozione della legalità.

Durante la giornata si è parlato a lungo dell’importanza dei patti di comunità, uno strumento fondamentale per saldare l’alleanza tra le istituzioni e il mondo del sociale. I relatori hanno insistito su un concetto chiaro evidenziando che per aiutare davvero i più giovani bisogna abbattere le distanze e, soprattutto, imparare ad ascoltarli.

Condividere le storie, le fatiche quotidiane e i successi del percorso di recupero e crescita rappresenta la strada concreta per far sentire i ragazzi meno soli e mostrare loro che un’alternativa positiva esiste sempre.

A tracciare la rotta per i passi futuri sono state le parole del preside Luigi Talienti, che ha rimarcato il ruolo cruciale e insostituibile che l’istruzione riveste nella vita delle nuove generazioni:

“Il futuro si costruisce attraverso l’istruzione. La scuola non può e non deve limitarsi a trasmettere nozioni o a riempire registri, bisogna andare oltre il tempo scuola; il nostro compito più alto è educare ai valori, al rispetto della legalità e al senso profondo di comunità.”

L’evento, che ha visto anche la partecipazione e i saluti delle istituzioni locali e dei rappresentanti dell’ufficio scolastico regionale, si è concluso con un momento di convivialità dimostrando nei fatti come la scuola sappia tradurre la teoria dell’accoglienza in una bellissima realtà pratica.
