Dalle prime ore del mattino di oggi, 16 ottobre 2026, la protesta e il dissenso hanno attraversato le strade di San Giovanni Rotondo e di diversi centri della Capitanata. Lavoratori e giovani sono scesi in piazza per far sentire la propria voce contro i continui rincari che stanno mettendo a dura prova le famiglie e i lavoratori del territorio.

A testimoniare il clima della mobilitazione è uno striscione esposto dai manifestanti nelle prime ore della giornata, su cui campeggia un messaggio chiaro e diretto:
“CARO CARBURANTE = CARO VITA, IL LAVORO NON È LUSSO, SCENDIAMO IN PIAZZA”

Al centro della mobilitazione vi è l’aumento sproporzionato del costo dei carburanti e l’inflazione generale che sta erodendo il potere d’acquisto. Per una provincia vasta e complessa come la Capitanata, dove moltissimi lavoratori e pendolari sono costretti a spostarsi quotidianamente in auto o con i mezzi per raggiungere i luoghi di lavoro, il prezzo del carburante non è un dettaglio trascurabile, ma una spesa insostenibile che incide pesantemente sui bilanci familiari.

«Il lavoro non può e non deve diventare un lusso», spiegano i manifestanti riuniti in piazza fin dall’alba. Andare a lavorare non può trasformarsi in un costo tale da vanificare il guadagno della giornata.

La partecipazione a San Giovanni Rotondo dimostra come il disagio sociale sia ampiamente diffuso e condiviso. Dalle aree interne fino ai centri principali della provincia di Foggia, lo sciopero di oggi rappresenta un grido d’allarme rivolto alle istituzioni per chiedere interventi immediati e concreti a tutela del reddito, del lavoro e delle condizioni di vita dei cittadini.

Nelle prossime ore sono previsti ulteriori presidi e manifestazioni lungo il territorio provinciale.
