
BARI – La sanità è in cima all’agenda del neo presidente Michele Decaro, soprattutto alla luce dei dati allarmanti contenuti nella relazione della Corte dei Conti al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali. Per la Puglia, nel 2024, emerge un disavanzo di 132 milioni di euro.
I giudici contabili parlano di «un netto peggioramento dei risultati finanziari dopo un primo periodo di miglioramento», evidenziando come tra il 2023 e il 2025 si siano registrate perdite di esercizio rilevanti, accompagnate da una cronica insufficienza di coperture finanziarie e da un ricorso sistematico alle anticipazioni di tesoreria.
Cresce anche il costo pro capite del personale sanitario, salito a 614 euro rispetto ai 578 del 2021. Particolarmente pesante il capitolo della mobilità passiva: nel solo 2024 i “viaggi della speranza” verso altre regioni sono costati alla Puglia 230 milioni di euro; quasi due miliardi bruciati nell’ultimo decennio.
Sul fronte dei servizi, la Regione risulta invece adempiente nell’erogazione dei Lea, con segnali di miglioramento nell’area ospedaliera, nella prevenzione e una maggiore adesione ai programmi di screening oncologici.
Dati e criticità già sul tavolo di Decaro, che nel pomeriggio incontrerà i direttori generali delle Asl per affrontare un altro nodo cruciale della sanità pugliese: l’emergenza nei Pronto Soccorso.

