Sanità pugliese, pronta la manovra per il riequilibrio: “Sacrifici necessari per salvaguardare il sistema”

Aumentata lIRPEF, taglaiti 107 milioni ai costi della politica

BARI – La Regione Puglia si prepara a varare una manovra economica straordinaria per il riequilibrio del sistema sanitario regionale relativo all’esercizio 2025. A illustrarne contenuti, numeri e obiettivi è stato questa mattina il presidente della Regione, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla sostenibilità della sanità pugliese e alla continuità dei servizi ai cittadini.

Il piano, che sarà trasmesso nei prossimi giorni al Ministero, nasce dalla necessità di fronteggiare l’aumento dei costi sanitari registrato in tutta Italia. “La spesa sanitaria è cresciuta in maniera drammatica – ha spiegato il presidente – mentre il Governo centrale ha incrementato il Fondo sanitario nazionale solo dell’1,2%. Alla Puglia è stato riconosciuto appena l’1,09%, a fronte di un aumento dei costi del 3,6%”.

Per ridurre il disavanzo, la Regione ha annunciato un taglio complessivo di 107 milioni di euro ai costi della politica e della macchina amministrativa, comprendendo anche 30 milioni provenienti dall’avanzo del Consiglio regionale. La restante parte sarà coperta attraverso una manovra fiscale definita “improntata alla massima equità”.

Secondo le simulazioni illustrate dalla Regione, il 32,83% dei contribuenti pugliesi, ovvero chi dichiara fino a 15mila euro annui, non subirà alcun aumento. Per i redditi compresi tra 15mila e 28mila euro l’aumento dell’addizionale Irpef comporterà un aggravio di circa 4 euro al mese. Per i redditi tra 28mila e 50mila euro l’aumento sarà di circa 19 euro mensili, mentre per chi supera i 50mila euro annui l’incremento potrà superare i 66 euro al mese.

“Chi guadagna di più pagherà di più, perché crediamo sia giusto così”, ha dichiarato il presidente, rivendicando la scelta di assumersi personalmente la responsabilità politica del provvedimento. “Non sono felice di aumentare le tasse, lo faccio con la morte nel cuore, ma il nostro obiettivo è garantire ai pugliesi una sanità che funzioni”.

Nel corso dell’intervento è stato affrontato anche il tema delle liste d’attesa. La Regione ha reso noto che, nei primi mesi dell’anno, sono state contattate oltre 174mila persone per il recupero delle prestazioni arretrate e che più di 93mila prestazioni sono già state anticipate.

Ai nuovi direttori generali delle aziende sanitarie saranno inoltre assegnati obiettivi vincolanti legati alla riduzione delle liste d’attesa e al miglioramento dell’efficienza del sistema sanitario.

“Se ci saranno sprechi li taglieremo, se ci saranno abusi li fermeremo – ha concluso il presidente –. Stiamo cercando non solo di riequilibrare il bilancio, ma di cambiare il sistema sanitario pugliese”.

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