San Severo, incontro di Libera sul NO alla riforma Nordio

All’iniziativa parteciperà anche il Dott. Giuseppe Mongelli, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Foggia,

SAN SEVERO – Mercoledì 14 gennaio 2026, alle ore 18:00, presso la Sala Fanelli, sita in Piazzale Cappuccini n.1 a San Severo, si terrà il dibattito dal titolo “Riforma Nordio. Perché è giusto dire NO”, organizzato dal Presidio di Libera San Severo “Stella Costa” e dal Comitato GIUSTO DIRE NO.
Il dibattito mira ad evidenziare le criticità della legge di riforma costituzionale Nordio, approvata in via definitiva dal Senato il 30 ottobre 2025.
La riforma prevede la creazione di due Csm, uno per i giudici e uno per i pm, l’elezione tramite sorteggio dei componenti dei due CSM, l’istituzione di un’alta Corte Disciplinare. Questa riforma, che non risolve i problemi della giustizia, ma che incide unicamente sull’assetto dei poteri dello Stato, rappresenta un rischio per la democrazia in quanto rischia di compromettere l’indipendenza della magistratura e la sua funzione di controllo. Tutto ciò rappresenta uno scivolamento verso una grammatica estranea alla Costituzione.
A fronte quindi di un quadro preoccupante, in cui appare concreto il pericolo di controllo politico della magistratura sia requirente che giudicante, con conseguente riduzione delle tutele per i diritti dei cittadini, il Presidio di Libera San Severo e il Comitato GIUSTO DIRE NO intendono sollecitare un’ampia discussione critica, che stimoli riflessioni approfondite e che sottolinei l’importanza di votare NO al referendum costituzionale.
L’iniziativa sarà animata dal Dott. Giuseppe Mongelli, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Foggia, dalla Prof.ssa Donatella Curtotti, professoressa di Diritto Processuale Penale e componente del coordinamento distrettuale del Comitato GIUSTO DIRE NO, e dalla prof.ssa Amelia Viglione, del Presidio di Libera San Severo. Modererà l’incontro Luca Maria Pernice, giornalista del Corriere della Sera.
Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare al dibattito, nella convinzione che solo un’adeguata informazione può condurre a un voto informato e consapevole al referendum costituzionale

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