San Marco La Catola, uno dei borghi più alti di Puglia

Siete mai stati a San Marco La Catola?

Foggia Reporter

Il nostro viaggio trai borghi del Subappennino Dauno questa volta ci porta in un piccolissimo e caratteristico paese, San Marco La Catola.

San Marco La Catola prende il nome dal torrente che solca il territorio e dista 56 chilometri da Foggia. Con i suoi 683 metri sul livello del mare è uno dei borghi più alti di Puglia.

Questo piccolo paese sovrasta un territorio ricco di bellezze naturali e dista pochi chilometri dal lago artificiale di Occhito, lago che segna il confine tra la Puglia e il Molise, e il bosco San Cristoforo dove potrete rilassarvi tra grandi e verdi prati, ruscelli, sentieri e il canto degli uccelli.

Crediti Foto: Luca Pagliara

L’atmosfera che si respira in questo luogo sembra trasportarci fuori dal tempo. Tutto sembra essersi fermato, cristallizzato, sembra ancora di vivere nella lontana epoca medievale. Sembra quasi di verderli, i cavalieri, sui loro cavalli, destreggiarsi tra le viuzze del borgo.

Chissà quante storie potrebbero raccontare le tante stradine che si diramano nel centro storico di San Marco La Catola e fuggono alla vista dei visitatori. Proprio questi vicoletti rendono ancora più caratteristico il paese, vengono chiamati i “c’nant” e non sono altro che vicoli in discesa composti da gradoni che permettono di passare da una stradina all’altra.

A rappresentare il cuore di questo antico borgo è quello che viene definito, impropriamente, il Castello. Si tratta, in realtà, di un palazzo ducale risalente al XIV secolo che fino al 1821 fu di proprietà della famiglia Pignatelli.

Crediti Foto: Tess Matozza

Se decidete di trascorrere un weekend all’insegna del relax e dell’ottima cucina ( dovete assolutamente provare i “cauzun”, un dolce ripieno di pasta di ceci), in questo piccolo borgo in provincia di Foggia, ci sono alcuni luoghi che meritano di essere visitati.

Il Santuario Madonna di Giosafat e il Convento dei Frati Minori Cappuccini: il convento dei frati cappuccini nei primi anni del ’900, ospitò il giovanissimo Padre Pio e, nel corso dei secoli, ha inglobato la chiesa della quale si conserva, ancora oggi, la meravigliosa scultura in legno di stile bizantino raffigurante la Vergine di Giosafat che, secondo la tradizione, fu portata al paese dai cristiani liberati da Federico II di Svevia a Gerusalemme.

Nel mese di agosto il borgo si veste a festa. Nel pomeriggio del giorno 20 agosto, infatti, si tiene la tradizionale e caratteristica Giostra della Jaletta (“U jòc da Jalètt” in dialetto sammarchese). Si tratta di una colorata gara medievale che ogni anno si tiene tra i vari rioni del borgo dauno.

Per l’occasione si affrontano quattro cavalieri per ogni rione nel tentativo di infilare la verga (in dialetto sammarchese “a vérja”) nella fessura posta sotto la jaletta (una tinozza di legno) che, riempita d’acqua, è appesa ad una fune tra due balconi. 

Ogni volta che un cavaliere, nel tentativo di infilare la verga nella Jaletta, si rovescia addosso il secchio pieno d’acqua, si scatena l’ilarità del pubblico e delle tifoserie, un momento di grande divertimento e tradizione che lega grandi e piccoli.

Crediti Foto: visitmontidauni.it

Fonte: visitmontidauni.it