Attualità

San Giovanni Rotondo si stringe intorno al 25 Aprile: una giornata tra memoria e comunità

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Questa mattina la comunità di San Giovanni Rotondo, si ferma per ricordarsi chi è e da dove viene con una partecipazione sentita e autentica, celebrando la Festa della Liberazione non come un semplice atto dovuto, ma come un abbraccio collettivo ai valori della libertà.

La mattinata è stata scandita dai simboli che più amiamo: il tricolore che sventola fiero, l’orgoglio della nostra banda musicale che con le sue giubbe rosse ha riempito l’aria di note familiari, e il passo solenne delle autorità e dei volontari della Croce Rossa.

Il cuore della celebrazione ha toccato i punti nevralgici della nostra città. È stato commovente vedere la corona d’alloro deposta ai piedi del Monumento ai Caduti, dove la statua bronzea sembrava vegliare i cittadini.

Un altro momento di grande riflessione si è svolto davanti alla targa dedicata al milite Ignoto, datata MCMXXIV (1924). Quel marmo, omaggiato oggi dai nastri tricolore, ci ricorda il sacrificio di chi non ha avuto un nome sulla tomba, ma ha regalato un futuro di pace.

Ma oltre alle divise e ai gonfaloni della città, a colpire è stata la presenza della gente comune. Dai cittadini più anziani, che portano nei loro occhi i racconti dei padri, ai più piccoli che guardano con curiosità i musicisti e le bandiere, la piazza si è riempita di un senso di appartenenza ritrovato.

Non è stata solo una celebrazione istituzionale, ma una mattinata trascorsa “insieme”. In un mondo che corre troppo veloce, fermarsi davanti ai  monumenti, ascoltare l’inno e guardare i colori della nostra terra è il modo migliore per dire che San Giovanni Rotondo non dimentica.

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