C’è un’immagine che stasera resterà scolpita nel cuore di San Giovanni Rotondo: l’umiltà del mantello di San Francesco che avanza accanto alla statua del poverello d’Assisi, quasi a voler rendere tangibile quella presenza che da secoli ispira la nostra terra. Alle 18:30 del 24 aprile 2026, in una Piazza Padre Pio gremita come nelle grandi occasioni, l’arrivo della preziosa reliquia ha dato il via a un pomeriggio di fede autentica e commozione collettiva.

La processione che si è snodata verso piazza dei martiri non è stata un semplice corteo, ma un fiume umano mosso dalla devozione. Vedere la statua di San Francesco svettare tra la folla, preceduta dal suo antico mantello, ha creato un ponte spirituale diretto tra Assisi e il Gargano. Tra i canti religiosi e il mormorio costante delle preghiere, il clima di spiritualità è diventato quasi tangibile, unendo i presenti in un unico, grande abbraccio.

A ricevere il sacro deposito, in rappresentanza della città, è stato il commissario prefettizio straordinario, il dottor Antonio Incollingo. Il suo intervento ha colpito per la capacità di andare oltre il ruolo istituzionale: un discorso significativo ed emozionante che ha tratteggiato con delicatezza il legame tra San Francesco e Padre Pio, giganti della fede che hanno fatto della povertà e delle stimmate il loro linguaggio universale.

Accanto al “popolo di Dio”, hanno camminato i pastori della nostra comunità: l’arcivescovo padre Franco Moscone, il superiore del Santuario di Santa Maria delle Grazie Padre Rinaldo Totaro e il nostro arciprete Don Stefano Mazzone, insieme a numerosi religiosi.

La solennità del momento è stata sottolineata dalla presenza composta del comandante della polizia municipale dottor Giuseppe Bramante, dei rappresentanti dell’arma dei carabinieri e delle tante associazioni di volontariato locale che, con il consueto spirito di servizio, hanno garantito il perfetto svolgimento della manifestazione.
La solenne accoglienza di stasera non è che l’inizio di un lungo “abbraccio” spirituale. San Giovanni Rotondo si prepara infatti a vivere mesi di intensa devozione secondo un programma che toccherà tutto il territorio.

La preziosa reliquia del mantello resterà custodita nel Santuario di Santa Maria delle Grazie fino al mese di luglio. Sarà un’occasione preziosa per i pellegrini e i residenti per accostarsi con calma alla reliquia, in un tempo di preghiera silenziosa e riflessione personale.
Con l’arrivo di giugno, il sacro pegno lascerà il Santuario per farsi ancora più vicino alla quotidianità dei fedeli. Inizierà infatti un vero e proprio peregrinatio tra le parrocchie del paese: un quartiere dopo l’altro, ogni comunità parrocchiale avrà l’onore di ospitare il mantello, portando la benedizione di Francesco proprio lì dove la gente vive e s’incontra ogni giorno.

Il viaggio proseguirà poi oltre i confini cittadini per toccare i luoghi simbolo della provincia religiosa, unendo comunità e territori nel segno del poverello: I conventi della zona di Foggia; le comunità di Termoli e Campobasso; la tappa attesissima a Pietrelcina, chiudendo il cerchio ideale tra i luoghi natii di Padre Pio e la casa della spiritualità francescana sul Gargano.
Questo lungo pellegrinaggio trasformerà i prossimi mesi in un tempo di grazia diffusa, unendo in un unico cammino il Gargano, il Molise e il Beneventano. Un momento di comunione e fede che ha unito e continuerà a unire l’intera comunità.
