Roma, in Senato convegno sulla figura del pizzaiolo tra tradizione, talento e ricerca
Martedì 3 marzo il convegno in Senato organizzato dalla senatrice Naturale, prima firmataria del disegno di legge che valorizza e regolamenta l’arte della pizza

ROMA – “La figura professionale del pizzaiolo tra tradizione, tecnica, talento, ricerca” è il convegno organizzato dalla senatrice del Movimento 5 Stelle, Gisella Naturale, che si terrà a Roma, martedì 3 marzo alle ore 14, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica (piazza Madama).
L’iniziativa rappresenta un approfondimento a tema che fa seguito al disegno di legge sul “Riconoscimento della qualifica di pizzaiolo professionista e istituzione del registro nazionale dei pizzaioli professionisti” depositato in Senato lo scorso dicembre e di cui la senatrice Naturale è prima firmataria, con l’obiettivo di valorizzare la professione del pizzaiolo che – nonostante la rilevanza culturale, economica e sociale a livello nazionale e internazionale – ad oggi non risulta opportunamente regolamentata generando così incertezza tanto per i lavoratori quanto per le imprese, creando disparità nell’accesso alla formazione, nella validazione delle competenze, nella mobilità professionale e nella tutela del consumatore.
Secondo i dati della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), in Italia si contano oltre 127 mila pizzerie tra esercizi dedicati e ristoranti/pizzerie miste, con un comparto che genera un indotto di circa 15 miliardi di euro annui e impiega oltre 100 mila pizzaioli professionisti, cui si aggiunge un numero significativo di lavoratori stagionali o part-time. Numeri che rappresentano bene il peso della fetta di mercato, in un momento in cui cresce sempre di più la consapevolezza dei consumatori nel selezionare prodotti che puntano sulla qualità.
Dopo i saluti istituzionali della senatrice Naturale, all’incontro di martedì 3 marzo prederanno parte in veste di relatori (moderati da Selena Vacca, responsabile Politiche agricole Ufficio legislativo M5S) diversi componenti dell’Associazione italiana Ambasciatori del Gusto, ovvero i pizzaioli Corrado Scaglione e Tommaso Vatti, la conduttrice televisiva Francesca Barberini, nonché Cristina Brizzolari in rappresentanza dell’azienda Riso Buono.
Le conclusioni de “La figura professionale del pizzaiolo tra tradizione, tecnica, talento, ricerca” saranno affidate a Stefano Patuanelli, capogruppo M5S in Senato e già ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Per gli accrediti stampa scrivere a selena.vacca@senato.it.
“La pizza – dichiara la senatrice Naturale a commento dell’iniziativa – non è solo uno dei prodotti più iconici della nostra identità gastronomica, è anche lavoro, competenza tecnica, studio dei processi di lavorazione, gestione d’impresa, sicurezza alimentare. Con questo disegno di legge diciamo una cosa semplice ma rivoluzionaria: chi fa il pizzaiolo di mestiere merita un riconoscimento professionale. Dopo il sigillo dell’Unesco alla ‘arte del pizzaiuolo napoletano’, mancava un passaggio fondamentale: dare valore giuridico a quel sapere, che riguarda tutti i pizzaioli e che ha l’intento di qualificare e rendere visibile il merito. Questa proposta condivisa insieme a una rappresentanza di attori del comparto – prosegue la senatrice pentastellata – nasce da una domanda precisa: com’è possibile che un settore che muove miliardi e occupa centinaia di migliaia di persone non abbia ancora un riconoscimento professionale chiaro? Da qui l’esigenza di una disciplina che, fuori da inutili aggravi burocratici, funga da strumento di trasparenza e qualità anche nella formazione, di tutela dei lavoratori e di rafforzamento della fiducia dei consumatori. Il testo che ho proposto – conclude Naturale – ha un duplice obiettivo: dare certezza a chi lavora e a chi consuma e dire ai giovani che il mestiere del pizzaiolo non è una seconda scelta, ma una professione con prospettive e dignità. Se la pizza è uno dei simboli più influenti e forti dell’Italia nel mondo, allora i suoi professionisti meritano regole chiare, riconoscimento e rispetto”.

