Sociale

“Ritagli di Libertà”, nel carcere di Foggia un laboratorio di cucito per dare voce alle detenute

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FOGGIA – Prenderà il via nei prossimi giorni, nella sezione femminile del carcere di Foggia, il progetto “Ritagli di Libertà – Ricucire il Futuro con Creatività”, ideato da Daniela D’Elia e promosso con il sostegno di Inner Wheel. Un percorso che utilizza il cucito creativo come strumento di espressione, consapevolezza e ricostruzione personale per le donne detenute.

Ago e filo diventano così simboli di pazienza e rinascita, accompagnando le partecipanti in un cammino di rielaborazione del proprio vissuto. «Non si tratta solo di apprendere una tecnica manuale – spiega Daniela D’Elia – ma di dare forma a ciò che spesso resta invisibile. Ogni punto racconta una ferita, una resistenza, una possibilità. Il fare creativo diventa un atto di dignità, capace di restituire voce e valore alle storie delle donne coinvolte».

Il laboratorio non è pensato come una semplice attività artigianale, ma come un percorso narrativo e simbolico. Le opere realizzate rappresenteranno storie personali, condizioni di vita e identità, e confluiranno in una mostra pubblica in città, concepita come ponte tra il “dentro” e il “fuori” del carcere. Le creazioni saranno accompagnate da brevi testi esplicativi, in alcuni casi scritti dalle stesse detenute. Accanto all’esposizione, è prevista anche la produzione di alcuni oggetti destinati alla vendita solidale, per raccogliere fondi a sostegno di ulteriori iniziative formative rivolte alle persone detenute.

Il progetto pone inoltre una forte attenzione alla sostenibilità ambientale: i materiali utilizzati saranno stoffe riciclate, provenienti da donazioni di abiti usati, scampoli, tende e tovaglie, in un’ottica di riuso creativo che unisce rispetto per l’ambiente e valorizzazione dell’ingegno.

Fondamentale per l’avvio dell’iniziativa è stata la collaborazione dell’Amministrazione penitenziaria. «Un ringraziamento sentito – sottolineano le organizzatrici – va alla direzione del carcere, all’Area educativa e al Corpo di Polizia penitenziaria, il cui supporto quotidiano rende possibile l’attivazione di percorsi rieducativi e di inclusione reale». (foto https://www.attivamente.eu/formazione-per-tecnico-di-sartoria)

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