Attualità

“Rischio di ghettizzazione per i nostri studenti”. L’allarme da Ascoli

Mentre si rimane col fiato sospeso per le misure da intraprendere a San Marco in Lamis, dove è forte il rischio di contagio incontrollato a seguito dei funerali della prima vittima da Coronavirus in Capitanata, iniziano a registrarsi i primi effetti collaterali del CoVid-19 nella Provincia, con veri e propri casi di discriminazione nei confronti dei cittadini provenienti dalle zone colpite da “quarantene fiduciarie obbligatorie”.

Ad Ascoli Satriano, infatti, l’avvocato Giusy Sciarappa sta raccogliendo le segnalazioni di presunte ghettizzazioni ai danni di cittadini ascolani che per motivi di lavoro o di studio si recano quotidianamente a Foggia o in provincia.

Il pregiudizio è il vero nemico da sconfiggere, più del CoVid-19: “C’è molta ignoranza sulla diffusione del virus. Non siamo “zona rossa” e abbiamo libertà di spostarci dove vogliamo, proprio come tutti”, dice Sciarappa.

“Mi sono interfacciata anche con le segreterie scolastiche e poiché nessuna Ordinanza del Sindaco ha disposto il divieto di lasciare il paese, i nostri figli possono andare a scuola e quindi nemmeno le Scuole possono vietare loro di frequentarle, visto che in queste ore si è registrata un po’ di disinformazione o panico.

Per ora pertanto attendiamo la sanificazione dei locali scolastici e subito dopo consentiremo ai nostri figli la ripresa delle attività didattiche”, aggiunge l’avvocato.

Genitori in pressing sui dirigenti scolastici della provincia per chiedere rassicurazioni sullo stato di salute degli studenti provenienti da Ascoli Satriano: è questa una delle decine segnalazioni ricorrenti intercettate da Giusy Sciarappa.

Ma non solo solamente i ragazzi ad essere additati come possibili “untori”. La “ghettizzazione” colpisce anche gli adulti: “Per accedere a scuola – spiega una docente pendolare ascolana- ho dovuto rilasciare un’autocertificazione che attesta la mia lontananza dalle persone messe in quarantena.

Anche i dirigenti non sanno come comportarsi: è stata una situazione imbarazzante”. Nel frattempo Ascoli cerca di tornare alla normalità.

Predica calma il parroco, don Sergio Di Giovine: “C’è preoccupazione ma non psicosi: fino a quando non passa saremo sempre attenti, ma la gente rispetta tutte le prescrizioni, continua a fare la sua vita, esce a fare la spesa, e chi vuole viene a pregare in chiesa.

C’è sicuramente attenzione, si rispettano le norme, magari si evita di andare fuori se non è strettamente necessario, ma tutti si attengono alle ordinanze”.

Da sabato scorso anche il vescovo della Diocesi Cerignola – Ascoli Satriano, mons. Luigi Renna, ha diramato nuove indicazioni: niente messa ad Ascoli Satriano e negli altri centri della Diocesi vige il divieto di segno della pace, sono state svuotate le acquasantiere e la comunione potrà essere data solo “a mano”.

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