Riders senza garanzie: le nuove frontiere del lavoro sottopagato per giovani e immigrati

I sindacati chiedono maggiore attenzione e tutela per questa categoria

Capita spesso di incrociare riders su biciclette elettriche impegnati a svolgere le consegne in qualsiasi ora e condizione atmosferica. Le nuove frontiere del lavoro sottopagato passano da qui, da questa categoria professionale in cui sono impiegati soprattutto i più giovani e gli immigrati anche non regolari.

La condizione lavorativa dei riders, priva di qualsivoglia garanzia ed esposta a rischi anche fisici, è finita sotto la lente di ingrandimento del sindacato.

Francesco Volpicelli, segretario generale del Nidil (nuove identità di lavoro) della Cgil Foggia, ha infatti sottolineato che “i casi emersi nella provincia di Foggia  sono simili a quelli di quasi tutti i riders d’Italia che sotto le intemperie, sotto il sole, sotto la pioggia devono comunque lavorare perché non hanno garanzie”.

E’ assurdo constatare che attualmente ogni rider percepisce tre euro a consegna, per un totale di circa 600 euro al mese.

Durante il percorso può accadergli di tutto, tra cui la rottura o il furto del mezzo con cui si sposta. In questi casi le spese sono a suo carico.

Da tempo soprattutto noi del Nidil denunciamo condizioni di lavoro precarie, paghe basse, mancanza di sicurezza (pause, acqua) e la schiavitù algoritmica delle piattaforme“, ha aggiunto il sindacalista.

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