BARI – Si è costituito a Bari il comitato “Giusto dire no” in vista del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Al comitato, presentato in un cinema del capoluogo, aderiscono la giunta distrettuale dell’Anm, che comprende l’area metropolitana di Bari e le province di Bat e Foggia, docenti universitari e referenti di realtà associative del territorio, come l’associazione antiviolenza Giraffa di Bari e Libera Puglia.
All’appuntamento, moderato da Antonio Stornaiolo, sono intervenuti Beppe Trisorio Liuzzi presidente e portavoce del Comitato, Ilaria Casu, magistrata a Bari e coordinatrice distrettuale del Comitato, Donatella Curtotti, professoressa ordinaria di diritto processuale penale dell’Università di Foggia, Maria Pia Vigilante, avvocata e presidente dell’Associazione di promozione sociale G.I.R.A.F.F.A, don Angelo Cassano sacerdote della chiesa di San Carlo Borromeo a Bari e referente regionale di Libera Puglia e Giorgio Costantino già professore di diritto processuale civile.
“Il comitato nasce per dare ai cittadini una informazione precisa sui contenuti della riforma – ha spiegato la presidente dell’Anm distrettuale Antonella Cafagna – Dovrebbero votare no perché i magistrati possano continuare ad essere indipendenti dalla politica, perché questa riforma non risolve i problemi della giustizia e per continuare ad avere un pubblico ministero che abbia la cultura delle garanzie”.
“La riforma Nordio purtroppo incide direttamente sulla vita di tutti i cittadini – ha detto il procuratore di Bari Roberto Rossi – . Senza una magistratura indipendente, senza un Consiglio superiore eletto democraticamente, senza una possibilità di difendersi, la magistratura non potrà fare quello che è il suo dovere, cioè difendere e tutelare i diritti di tutti i cittadini. Questo è il punto fondamentale, non è la separazione delle carriere”.
Il Comitato è composto dalla presidente dell’Anm distrettuale Antonella Cafagna, dai giudici Marco Guida e Paola Cesaroni, ai colleghi Rossella Calia Di Pinto, Francesca La Malfa e Giulia Romanazzi (referenti per Bari), Marco Gambardella e Marzia Guerra (per Trani), Donatella Curtotti, Giuseppe Mongelli e Matteo Stella (per Foggia). “Questa riforma genererà il controllo assoluto del Governo sulla magistratura – ha detto la professoressa Donatella Curtotti, dell’Università di Foggia – e il fatto che la politica deciderà che processi fare, che reati perseguire”. Luciano Canfora, storico e filologo, ha definito la riforma “ridicola e mal scritta”, che ha come obiettivo “quello di sottomettere il potere giudiziario”.
