Ramona Cataleta: “Foggia è la mia Scherma”

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Foggia Reporter

Nell’ambito della nostra rubrica “Storie di successo”, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Ramona Cataleta, una grande campionessa di scherma. Attualmente, vive e allena una squadra a Trani, ma la sua carriera da atleta è stata foggiana.

Com’è nata questa sua passione per la scherma?

La passione mi è stata trasmessa da mio padre. Ho iniziato a frequentare la scherma all’età di 9 anni – tardi rispetto agli altri – e a 12 anni ho vinto il mio primo titolo italiano – sono otto i titoli vinti in carriera. Quando ho iniziato, non sapevo neanche cosa fosse la scherma, ma mi piaceva fare sport in generale. Ero una bambina e ragazzina molto introversa ma la maschera mi ha aiutato ad esprimermi senza paure o dubbi. Quando iniziavo l’assalto pensavo solo a come poter vincere, chiunque fosse l’avversario.

C’è stato un modello al quale si è ispirata?

Il mio modello è stato sempre Giovanna Trillini.  Grande atleta e grande donna, corretta e signorile. Amo gli atleti rispettosi e gentili.

Quale gara ricorda con maggior emozione e dovizia di particolari?

Sicuramente la prima vittoria. Sento ancora la stanchezza per le ore di gara e la mia testa che dice: “ancora l’ultima, ancora una stoccata ed è fatta, concentrati”. Ma ricordo, anche, la prima bruciante sconfitta ai mondiali cadetti di Tournai dove, per una sola stoccata, mi dovetti accontentare del bronzo. Poi, ricordo l’ultima vittoria, nel 2008, da non atleta. Avevo smesso di tirare da cinque anni ma, per far piacere alla mia società, decisi di partecipare senza allenamento. Sentirmi ancora una tigre in pedana mi ridiede un grosso slancio vitale. Le altre medaglie, anche se più prestigiose, facevano parte del lavoro da atleta e sono legate più alla fatica che al piacere.

Cosa consiglia ai giovani che vogliono coltivare la passione per lo sport?

I ragazzi che praticano sport hanno una marcia in più non solo dal punto di vista motorio ma anche cognitivo e relazionale. Lo sport è parte integrante del processo di sviluppo e, da laureata in scienze motorie ed ora Osteopata, non posso che affermarlo con certezza.

Cosa rappresenta per lei Foggia?

Dico sempre che non sono stata un’atleta fortunata, perchè non sono mai stata al posto giusto nel momento giusto, e gli infortuni mi hanno spesso bloccata in momenti decisivi. Ma oggi, a 40 anni, sono assolutamente soddisfatta della donna che sono. E lo sono anche grazie alla scherma. Mi ha messo sempre di fronte ai miei limiti e alle mie paure, insegnandomi ad affrontarle. Se non fossi nata a Foggia non sarebbe stata questa la mia vita. Foggia, per me, è sempre stata “la Scherma”, la mia passione più grande che non affievolisce mai.