Ci sono sere in cui una passerella smette di essere solo moda ed esibizione, per trasformarsi in un atto di pura restituzione. Succederà il prossimo 6 settembre, alle 20.30, tra le mura del castello di Manfredonia, dove trenta abiti e accessori ispirati al genio di Vincent Van Gogh prenderanno vita. A indossarli non saranno modelle professioniste, ma donne che hanno affrontato o stanno ancora combattendo contro un tumore al seno, affiancate da persone con disabilità.

L’iniziativa si intitola “Van Gogh veste la rinascita” ed è il culmine di un laboratorio di sartoria sociale nato nel cuore del progetto Costa a Sud e promosso dall’Associazione Ars Manfredonia.

L’idea alla base è semplice e potente: spostare lo sguardo dalla malattia alla persona. Il pittore olandese, che ha saputo convertire il dolore interiore in luce e colori vibranti su tela, è diventato la guida ideale per un percorso di riscatto. I panni della “paziente” e la percezione della fragilità lasciano spazio alla bellezza, al tessuto che calza a pennello, al diritto di riprendersi la scena e sentirsi di nuovo uniche.

Nelle pieghe dei tessuti creati per la sfilata si ritrovano i gialli intensi dei girasoli, i blu della notte stellata, ma anche elementi del paesaggio locale come il mare e le reti dei pescatori. Dettagli che raccontano l’identità di un Sud capace di fare rete e trasformare le ferite in nuove energie.
Ma l’evento di Manfredonia è solo la prima tappa. La collezione si prepara infatti a un vero e proprio tour che toccherà diverse città italiane ed estere, guidato dalla visione di Patto Consulting Impresa Sociale (capofila di Costa a Sud).

Il finale della storia sarà ancora una volta scritto nel segno della concretezza. Una volta spenti i riflettori del tour, tutti i capi e gli accessori verranno messi all’asta. I fondi raccolti saranno interamente destinati all’Associazione Agata e ad altre realtà locali che affiancano le donne colpite da tumore al seno. Un aiuto diretto e tangibile per coprire spese mediche e personali spesso onerose – come l’acquisto di parrucche durante le terapie – che non tutte riescono ad affrontare da sole.

Una moda che parte dal cuore, veste il coraggio e si trasforma in solidarietà.
